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Russia

Aria di guerra fredda

13.04.2007
 
Pagine: 12
Aria di guerra fredda

Il rapporto intitolato "Sostegno dei diritti civili e della democrazia nel mondo" e stilato di recente dal Dipartimento di Stato americano, ha sollevato una vera e propria ondata di polemiche da parte delle alte autorita' russe.

Il ministero degli Esteri, la Duma, il Consiglio federale, la Camera pubblica nonche' tutti i partiti politici rappresentati al parlamento hanno valutato all'unisono il rapporto in questione "non solamente come uno scorretto tentativo di mettere sotto pressione la Russia, bensi' di violarne la sovranita'".

Le autorita' americane, "col pretesto di difendere i diritti civili e la liberta' di parola in Russia, interferiscono nelle questioni interne del nostro Paese allo scopo di infrangerne l'ordine costituzionale e di metterlo sotto pressione sia dall'interno che dall'esterno", si legge nella nota ufficiale diffusa giovedi' dalla Duma di stato nel corso di una riunione interpartitica dedicata alla politica estera.

Anche la Camera pubblica non e' per niente d'accordo con le valutazioni d'oltreoceano dello stato della societa' e del livello di democrazia in Russia, ritenendole non conformi alla realta' dei fatti. "Non siamo assolutamente d'accordo con tali dubbie valutazioni che hanno ben poco a vedere con l'effettiva realta' dei fatti in Russia", si legge nella nota diffusa dai rappresentanti della Camera pubblica.

Secondo gli autori del rapporto inoltre, il "distacco" dalle norme e dai principi democratici in Russia viene osservato praticamente in tutte le sfere politiche e sociali e la situazione sarebbe ancor ben peggiore se l'ambasciata americana a Mosca non sostenesse tutte le organizzazioni sociali non statali e le varie iniziative democratiche. "Conosciamo meglio di chiunque altro i nostri problemi e piu' di chiunque altro siamo interessati nella formazione in Russia di una societa' civile e di uno stato di diritto", si legge inoltre nella nota della Camera pubblica.

Da parte sua il Consiglio federale e' impegnato nella preparazione di una nota speciale dedicata al rapporto stilato dal Dipartimento di Stato americano che verra' discussa venerdi' 13 aprile, come annunciato in giornata dal portavoce Serghej Mironov in occasione di una conferenza stampa. Nell'occasione Mironov si e' pero' rifiutato di anticipare il contenuto del documento limitandosi ad affermare che "la dichiarazione del Dipartimento di Stato americano e' un chiaro atto di intromissione nelle nostre questioni interne. Il tono della nostra nota ufficiale partira' appunto da questo presupposto", ha spiegato ai giornalisiti presenti il portavoce del Consiglio federale.

Sugli stessi toni la reazione anche da parte del ministero degli Esteri russo: "Siamo convinti dell'intolleranza dell'uso dell'ideale democratico e della garanzia dei diritti civili in qualita' di copertura atta ad interferire nelle questioni interne di altri Paesi, tantopiu' attraverso le rappresentanza diplomatiche americane all'estero", si legge nella nota del MID. Nel rapporto stilato dal Dipartimento di Stato americano vengono chiaramente toccate le future elezioni parlamentari e presidenziali in Russia e gli Stati Uniti, preoccupati dal "processo di democratizzazione russo", sono pronti ad impegnarsi affinche' esse vengano effettuate "liberamente ed onestamente". A questo scopo gli americani sono intenzionati a "effettuare training a favore dei partiti politici, nonche' dei mass-media russi specializzati in questioni politiche" oltre ad occuparsi "dell'istruzione dell'elettorato russo".

In poche parole, secondo il ministero degli Esteri russo, il rapporto stilato dal Dipartimento di Stato americano non rappresenta altro che "un intero arsenale di ingenui espedienti illogici atti a convincere i contribuenti e l'opinione pubblica statunitense per intero del fatto che la Russia necessiti urgentemente di essere democratizzata".

Il ministero degli Esteri russo, i cui esperti hanno attentamento studiato il rapporto oggetto della discordia, e' profondamente convinto del fatto che il documento "abbia un carattere apertamente politicizzato e che rispecchi minimamente l'effettiva realta' dei fatti in Russia". Gli esperti del MID russo ricordano inoltre che "in precedenza il Dipartimento di Stato americano aveva fatto ricorso pressapoco agli stessi toni per accendere le passioni in fase di preparazione delle cosiddette "rivoluzioni a colori", con chiara allusione a quanto accaduto nel corso degli ultimi anni prima in Ucraina e poi in Georgia.

Il ministero degli Esteri russo ritiene inoltre che l'attivita' "democraticizzante" degli Stati Uniti all'estero abbia ben poco a vedere con gli effettivi sforzi allo scopo di diffondere i principi democratici, dal momento che si tratta esclusivamente di una banale attivita' di lobbismo degli interessi nazionali statunitensi. Nel rapporto infatti, gli ambasciatori e le rappresentanze diplomatiche americane all'estero vengono attivamente invitati ad imporre gli standard della "democrazia in stile Washington" facendo pero' non ricorso alla diplomazia, bensi' a metodi di carattere politico ed economico. E chi riesce a distinguersi viene addrittura gratificato.

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