Pravda.ru

Russia

Una sicurezza multilaterale alla base di un nuovo ordine mondiale

13.03.2007
 
Pagine: 12

Le nuove iniziative americane rappresentano tutto ciò che i russi hanno sempre temuto: un’inesorabile marcia americana verso il completo annullamento della Russia come superpotenza. Un sistema centrato sull’America sarebbe stato inaccettabile per il ristretto circolo della leadership russa. Grazie alle crescenti entrate derivanti dal petrolio, per qualche tempo i russi hanno ricostruito silenziosamente la loro antica, immensa industria militare.

Qualche anno fa, testarono con successo un nuovo missile balistico intercontinentale con lanciatore mobile (comunemente detto ICBM, Intercontinental Ballistic Missile), il modello SS-27M Topol, che presenta caratteristiche di resa mirate alla sconfitta dei parametri operativi del sistema missilistico difensivo americano. In sostanza, Putin ne ha abbastanza degli Stati Uniti che mirano a costruire un sistema missilistico difensivo a ombrello sfruttando i nuovi membri della NATO che vivono al confine con la Russia.

All’inizio del mese scorso, nel suo discorso alla Munich Security Conference, Putin ha condannato la condotta americana che mira alla creazione di un mondo “unipolare”. Il leader russo ha affermato che gli Stati Uniti mirano alla “creazione di un solo centro di forza mondiale, all’istituzione di un unico padrone”. Ha continuato osservando che “l’America ha scavalcato i suoi confini in ogni modo: lo si vede dai sistemi economici, politici, culturali ed educativi che impone alle altre nazioni”, e ciò equivale a un “disastro”.

Molti osservatori hanno giudicato controproducenti le uscite di Putin, altri le hanno definite nient'altro che retorica. Questa volta, però, la reazione russa è sembrata andare oltre. Rifacendosi alla stessa ragione richiamata dagli Stati Uniti in occasione del ritiro dall’ABM Treaty, il ministro della difesa russo, Sergei Ivanov, ha definito il Trattato INF un “relitto della Guerra Fredda”, mentre il capo di stato maggiore delle forze armate, Yuri Baluyevsky, ha affermato che la Russia se ne potrebbe ritirare completamente.

Un eventuale ritiro russo dal Trattato INF sarebbe un disastro per l’Europa, per la NATO, per la sicurezza globale e, come dovrebbe essere evidente sia per i membri del Congresso che per i cittadini americani, anche per gli Stati Uniti. Sin dall’inizio, i sostenitori americani dell'unilateralismo hanno definito la difesa missilistica come la “panacea” della sicurezza reale, riproponendola come unica risposta possibile alle minacce di Russia, Iraq, Iran e Corea del Nord. La realtà è molto diversa. La difesa missilistica ha sempre seguito una linea simile a quella ideata dalla Francia dopo la prima Guerra Mondiale (linea Maginot) – adottando ogni volta tecnologie già obsolete prima ancora di essere attuate.

Dato che intercettare missili è molto più difficile che lanciarne, la realizzazione tecnologica dei sistemi di lancio è sempre stata più rigorosa rispetto a quella dei sistemi di intercettazione. Questo significa che un sistema di difesa missilistico non sarà mai capace di prevenire il pericolo, soprattutto se questo viene da una superpotenza come la Russia. Se la Russia si ritira dal Trattato INF, gli Usa e la NATO dovranno presto confrontarsi con un’intera nuova generazione di missili a corto e medio raggio che rappresenteranno, ancora una volta, una potenziale minaccia per le città europee.

Ho avuto l’opportunità di servire la mia nazione, contribuendo a mettere da parte una serie di armi nucleari che destabilizzavano la sicurezza dell'America, dell'ex Unione Sovietica e di tutta l'Europa. Esistevano già accordi che, sia in termini di disarmo che di controlli internazionali, avevano reso possibile la riduzione delle forze militari convenzionali, l'eliminazione delle armi di distruzione di massa in Iraq e l'espansione del Trattato di non proliferazione nucleare – e non solo.

Grazie alla politica dell'amministrazione Bush, però, questi progressi diventeranno presto un ricordo del passato, sotto la bandiera dell’unilateralismo. Una delle lezioni fondamentali, partendo dagli accordi iniziali sul disarmo stipulati quasi vent’anni or sono da Ronald Reagan e Mikail Gorbaciov, è che il mondo in cui viviamo è un mondo multilaterale, un mondo che presenta problemi multiformi che richiedono soluzioni poliedriche.

Il Trattato INF ha incarnato lo scenario ideale per lo sviluppo di negoziati multilaterali sul disarmo. Il mondo attuale richiede la necessità di misure di sicurezza di questo tipo. Lontano dall’essere un “relitto della Guerra Fredda”, il Trattato INF rappresenta la base su cui costruire un ordine mondiale fondato sui principi della sicurezza multilaterale. Se l’amministrazione Bush continuerà a seguire la propria imprudente politica fondata sull’unilateralismo e la Russia concretizzerà il proprio ritiro dal Trattato INF, il mondo diventerà per tutti più pericoloso.

di Scott Ritter

Fonte: AlterNet
Traduzione a cura di Margherita Ferrari per Nuovi Mondi Media

Pagine: 12
| Ancora
5332