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Russia

??sca minaccia Washington di intraprendere una nuova corsa agli armamenti

12.04.2007
 
??sca minaccia Washington di intraprendere una nuova corsa agli armamenti

In un articolo pubblicato sulle colonne del "Financial Times", il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov ha dichiarato che Mosca e' seriamente intenzionata ad intraprendere una serie di negoziati sia con Bruxelles che con Washington a proposito dei piani americani che prevedono l'installazione di sistemi missilistici nell'Europa orientale.

Descrivendo la posizione di Mosca in merito alla questione in oggetto, nell'articolo pubblicato sul "Financial Times" Lavrov ha definito lo scudo americano "inaccettabile", aggiungendo che tale iniziativa rischia di modificare in modo radicale il bilanciamento delle forze strategiche in Europa. "La Russia e' pronta a prendere parte a queste discussioni a qualsiasi livello ed in qualsiasi forma", ha scritto Lavrov, il quale poi, a proposito della posizione intrapresa a proposito da Mosca, ha aggiunto: "Sia per noi che per molti altri in Europa e' inaccettabile il fatto che qualcuno utilizzi il continente europeo in qualita' di proprio territorio strategico. Qualsiasi progetto unilaterale nell'ambito della difesa antimissilistica e' destinato a modificare in maniera radicale il quadro geostrategico del continente".

Le dichiarazioni di Lavrov sono state successivamente riprese da parte dell'ambasciatore russo presso l'ONU Vitalij Ciurkin, il quale da parte sua ha dichiarato che lo spiegamento di componenti strategiche dell'infrastruttura militare americana in paesi confinanti con la Russia, "non puo' non preoccuparci costringendoci allo stesso tempo a ricorrere ad adeguate contromisure".

"La Russia non puo' tollerare la realizzazione del programma d'installazione dei sistemi missilistici americani in qualita' di azione esclusivamente di carattere difensivo", dal momento che essa "va ad infrangere l'equilibrio strategico mondiale creando inoltre i presupposti atti a colpire per primi", ha inoltre dichiarato Ciurkin. Secondo l'ambasciatore russo presso l'ONU inoltre, lo spiegamento di sistemi missilistici statunitensi "fuoriesce dal quadro del territorio nazionale per proiettarsi, secondo quanto dichiarato dagli alti comandi militari statunitensi, non solo in Europa orientale ma anche nel Caucaso".

Una particolare preoccupazione, ha poi proseguito Ciurkin, deriva dalla possibilita' che si debba assistere ad un'ennesima tappa nella corsa agli armamenti, e a questo proposito, il quotidiano britannico "The Guardian", citando dichiarazioni ufficiali da parte del Cremlino, annuncia che la Russia e' impegnata nel preparare la propria risposta militare agli ormai famosi ma non meno scandalosi piani statunitensi che prevedono entro il 2011 lo spiegamento di 10 basi missilistiche in Polonia ed una stazione radar sul territorio della Repubblica Ceca. E anche secondo quanto pubblicato dal "Guardian", quello che sta per intraprendere la Russia rappresenta un passo in grado di provocare una nuova corsa agli armamenti in tutto e per tutto simile a quella risalente agli anni della "guerra fredda".

Anche se al momento il Cremlino tace a proposito delle proprie intenzioni, gli esperti militari russi ritengono che la risposta russa ai piani americani consistera' nel processo di perfezionamento e potenziamento del proprio arsenale nucleare al fine di rendere ancora piu' problematico l'abbattimento dei propri missili: di conseguenza un maggiore quantitativo di missili verra' installato sui vettori mobili, mentre i sommergibili strategici nucleari prenderanno la via del polo artico, dove e' praticamente impossibile localizzarli.

Gli esperti militari russi aggiungono inoltre che potenzialmente la Russia e' in grado di dislocare batterie di missili terra-terra "Iskander" nella regione di Kaliningrad, al confine con la Polonia e la Lituania, per far si' che le future basi antimissilistiche americane in Europa orientale rientrino nel loro raggio d'azione. La minaccia rappresentata dall'inizio di una nuova tappa della corsa agli armamenti e' giunta nel momento in cui il livello dei rapporti tra la Russia e gli Stati Uniti ha toccato il minimo storico dai tempi del crollo dell'Unione Sovietica, periodo caratterizzato dal vulcanico discorso carico di accuse tenuto a febbraio a Monaco di Baviera dal presidente russo Putin nei confronti dell'amministrazione Bush.

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