Pravda.ru

Russia

Putin e Lukashenko hanno trovato un compromesso per il transito del petrolio

11.01.2007
 
Putin e Lukashenko hanno trovato un compromesso per il transito del petrolio

I presidenti russo e bielorusso, Vladimir Putin ed Aleksandr Lukashenko, hanno trovato mercoledi' per via telefonica un compromesso in grado di sbloccare la crisi petrolifera venutasi a creare tra i due paesi. La notizia e' stata resa nota in giornata dall'agenzia telegrafica bielorussa che cita il servizio stampa del presidente Lukashenko.

"A risultato di una conversazione telefonica tra i presidenti di Russia e Bielorussia, - si legge nel comunicato ufficiale - e' stato trovato un compromesso che ha permesso di sbloccare la situazione di crisi venutasi a creare fra i due Paesi in merito al transito del petrolio russo attraverso il territorio della Bielorussia e diretto verso l'Europa occidentale".

In poche parole, la Bielorussia ha deciso di abolire la tassa sul transito del greggio attraverso l'oleodotto "Druzhba", alla base della crisi del petrolio con Mosca che durava ormai da tre giorni, decisione che permettera' quindi di far ripartire entro venerdi' prossimo le esportazioni di petrolio russo. Ora spettera' ai rispettivi primi ministri, Serghej Sidorskij per la Bielorussia e Mikail Fradkov per la Russia, elaborare una serie di proposte concrete nei prossimi due giorni al fine di risolvere definitivamente tutte le questioni attorno al transito del greggio russo atraverso il terriotorio bielorusso.

L'incontro fra i due primi ministri e' in programma per la giornata di giovedi' 11 gennaio a Mosca ed il pacchetto di decisioni che i due prenderanno verra' successivamente proposto venerdi' all'attenzione dei rispettivi presidenti per la definitiva approvazione.

Ricordiamo che dal 1 gennaio, la Bielorussia aveva introdotto un'imposta per il transito del petrolio russo diretto verso l'Europa pari a 45 dollari a tonnellata, tassa ritenuta dal Cremlino in contraddizione col diritto internazionale. Di conseguenza Mosca martedi' aveva deciso di chiudere i rubinetti del proprio petrolio transitante attraverso l'oleodotto "Druzhba" e diretto verso i Paesi dell'Europa orientale e centrale.

| Ancora
2309