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Russia

Gli attivisti dei diritti umani sono pronti a far litigare la Russia col mondo islamico?

07.02.2006
 
Gli attivisti dei diritti umani sono pronti a far litigare la Russia col mondo islamico?

Lo scandalo internazionale causato dalle caricature del profeta Muhammed, dall'inizio pubblicate su giornali danesi ed in seguito su giornali di alcuni altri paesi europei, continua a tenere banco. Lunedi', il Ministero degli Esteri russo ha diffuso una nota la quale, nonostante la professionale discretezza delle valutazioni, non lascia alcun dubbio sul fatto che ufficialmente Mosca non approva la pubblicazione di caricature "che offendono apertamente i sentimenti religiosi dei fedeli musulmani".

Mentre il facente funzioni del governo in Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha affermato ieri che nella repubblica non verranno piu' tollerate organizzazioni danesi.

Leggete i particolari dello scandalo su "PRAVDA.Ru"...

E' possibile che si tratti di una decisione non pienamente giustificata da un punto di vista giuridico, ma totalmente concepibile per la regione musulmana. E' chiaro che la Russia, nella quale vivono circa 15 milioni di musulmani, non si puo' permettere di giudicare alla leggera il problema relativo agli insulti nei confronti delle reliquie musulmane. In questa cornice , ha fatto scalpore la dichiarazione del direttore del museo e centro sociale intitolato a Saharov, Yurji Samodurov. Secondo un annuncio fatto dall'emittente radiofonica "Eco di Mosca" , Samodurov ha dichiarato di essere pronto ad organizzare nel suo museo una mostra di caricature del profeta Muhammed gia' nella seconda decade di marzo.

"Non ci troviamo ne' negli Emirati Arabi ne' nel Sudan, bensi' in uno stato laico. E' nostro dovere dimostrare che la Russia e' con l'Europa e che per noi la liberta' artistica ed autoespressiva e' piu' importante dei dogmi di fanatici religiosi", - ha affermato Yurji Samodurov . Si suppone che all'apertura di questa mostra, tenendo lezioni sulla pericolosita' del fondamentalismo islamico, si esibiranno il filosofo francese Andre' Gliuksman, noto per le sue idee russofobiche, nonche' l'autore del romanzo che ha fatto scalpore "Particelle elementari", Michel Welbeck.

Per Yurji Samodurov questa non rappresenta la prima esperienza in fatto di iniziative scandalose atte ad offendere i sentimenti religiosi. Nell'inverno 2003 nell'edificio del museo intitolato a Saharov fu aperta la mostra provocatoriamente denominata "Attenzione, religione!", uno degli organizzatori della quale era lo stesso Samodurov. Nell'ambito della mostra venivano presentate opere di pittori e scultori, molte delle quali deridevano apertamente il mondo ortodosso e le sue reliquie.

In particolare, una delle opere era rappresentata da un poster della "Coca-Cola" raffigurante Gesu' Cristo e la scritta" Questo e' il mio sangue". Un'altra "scultura" rappresentava una raffigurazione in cartone di Gesu' Cristo senza volto e nel ritaglio ogni visitatore poteva inserire il proprio volto, cosa praticata nelle spiaggie del sud. Questa mostra, l'inaugurazione della quale coincideva per tempo con una delle feste ortodosse - l'apparizione di Dio - ha causato profondo sdegno negli ambienti pubblici della Mosca cristiana.

Dopo che un gruppo di passanti seriamente intenzionati ha fatto piazza pulita della mostra, devastandola letteralmente, e' iniziato il processo. Di conseguenza, il tribunale di Tagan ha riconosciuto i due organizzatori della mostra "Attenzione, religione!" , il direttore del museo intitolato a Saharov Yurji Samodurov e la collaboratrice del centro Liudmila Vasjlovskaja, colpevoli di istigazione di ostilita' a carattere religioso multando entrambi con una somma ammontante a 100.000 rubli. Entrambe le penali sono state saldate...dal partito SPS. Nella nota di accompagnamento si poteva leggere: "riteniamo sia nostro dovere sostenere coloro i quali vengono perseguiti per avere espresso le proprie convinzioni".

Pare che la tendenza di lottare a favore della liberta' di espressione di qualsiasi convinzione da parte degli attivisti dei diritti umani, questa volta potra' portare a conseguenze drammatiche. Il mondo intero e' al corrente dei problemi causati dal frivolo atteggiamento dei mass-media europei nei confronti dei valori di un'altra civilta'. All'inizio si parlava di boicotto della merce danese nel mondo islamico, successivamente sono state attaccate rappresentanze ufficiali danesi nei paesi musulmani e di recente sono state altresi' vittime dell'aggressione missioni diplomatiche di altri stati europei, in particolare l'Italia. E proprio ieri in Afghanistan, nel corso di dimostrazioni di carattere "anticaricaturistico", sono stati attaccati soldati italiani e norvegesi.

Va ricordato inoltre, che nell'Europa occidentale i rapporti tra il mondo cristiano e musulmano sono tesi al massimo - una situazione peggiore la si puo' ricordare solo dopo l'atto terroristico dell'11 settembre. In quest'ottica, giustificare coloro i quali propagandano caricature antiislamiche, coprendosi dietro "il diritto di esprimere le proprie convinzioni", non e' semplicemente una stupidaggine, bensi' un crimine.

Il tentativo da parte di alcuni attivisti russi di sostenere le provocazioni antiislamiche in un Paese, la cui popolazione per il dieci percento e' costituita da musulmani, non puo' non allarmare. Resta da sperare che i militanti professionisti per i diritti "degli offesi e oppressi" ci riflettano su e correggano le proprie posizioni.

Platon Berezin

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