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Russia

Il KGB dava la caccia anche agli UFO

05.11.2006
 
Pagine: 12
Il KGB dava la caccia anche agli UFO

Non molto tempo fa e' stato reso pubblico il materiale contenuto nella famosa e segretissima "Cartellina azzurra" che Pavel Popovic, famoso cosmonauta sovietico nonche' attuale presidente onorario dell'Accademia di ufologia informativa ed applicata della Federazione Russa, ricevette a suo tempo direttamente dal KGB. La cartellina contiene una moltitudine di descrizioni di voli effettuati dai dischi volanti sul territorio dell'Unione Sovietica nonche' rapporti relativi a tentativi intrapresi dalle autorita' militari dell'epoca, tutti risultati inutili, di catturarli.

Quando nel 1968 i 13 piu' eminenti ingegneri e costruttori aeronautici sovietici, tutti indistintamente membri della sezione ufologica del Comitato nazionale di cosmonautica, inviarono in contemporanea all'allora presidente del Consiglio dei ministri dell'URSS Aleksej Kosyghin la proposta di formare in Unione Sovietica una speciale organizzazione dedita allo studio degli UFO, la risposta firmata dall'accademico Shukin fu semplicemente sorprendente:

"La questione relativa alla natura dei cosiddetti oggetti volanti veniva esaminata da una serie di organizzazioni competenti facenti parte del presidium dell'Accademia delle scienze dell'URSS, quali la direzione generale del servizio meteorologico, il ministero dell Difesa ed altre. Attualmente, le organizzazioni impegnate nello studio dell'atmosfera e del cosmo, sono state altresi' incaricate di registrare e studiare casi di comparsa di oggetti volanti non identificati allo scopo di identificarli. Partendo dal presupposto che l'osservazione generica di questo fenomeno e' compito preciso dell'Accademia delle scienze dell'URSS, si e' giunti alla conclusione che non sussiste l'indispensabilita' di formare una speciale organizzazione dedita allo studio degli UFO".

"Si e' trattato di un vero e proprio documento storico - racconta uno dei piu' eminenti ufologi russi contemporanei, Vladimir Azhazha, presidente dell'Accademia di ufologia informativa ed applicata della Federazione Russa, nonche' custode della preziosa cartellina. - Il regime sovietico per la prima volta non solo riconobbe ufficialmente l'esistenza degli UFO ma dimostro' altresi' di esserne decisamente interessato".

Emerse inoltre che solamente un paio di mesi prima di questa richiesta, il ministro dell'Aviazione civile Loginov, a sua volta esausto dai racconti sia da parte dei piloti che dal personale dei controllori di volo a proposito di incontri avvenuti nel cielo con oggetti non identificati, ordino' di stendere un rapporto scritto relativo ad ogni singolo caso, allegando speciali istruzioni in merito al tipo di informazioni da fissare.

"Ma la "Cartellina azzurra" ha fatto la propria comparsa solamente nel 1991, - continua il suo racconto Vladimir Azhazha. - All'epoca fu il cosmonauta Pavel Popovic a consegnarmela personalmente, in tutto 124 protocolli di incontri con gli UFO. Si trattava di rapporti da parte di organi ufficiali, comandanti di reparti militari nonche' racconti di semplici civili, che per lungo tempo decidemmo di non rendere pubblici".

Lo stesso famoso cosmonauta sovietico Pavel Popovic vide con i propri occhi un UFO solamente una volta, durante un viaggio aereo di rientro da Washington a Mosca: "Improvvisamente nel campo visivo di fronte a me fece la sua comparsa un oggetto fosforescente a forma triangolare. Per un po' di tempo volo' parallelamente all'aereo ad una velocita' di 1000 chilometri all'ora, per poi sorpassarlo bruscamente e scomparire nel nulla".

Il KGB dava la caccia anche agli UFO

Sebbene nella lettera di accompagnamento fosse chiaramente indicato che il KGB non segue appositamente gli UFO, il carattere dei documenti della cartellina dice invece l'esatto contrario, dal momento che appare lampante il fatto che i servizi segreti dell'URSS in alcuni casi effettuassero accuratissime indagini a proposito. Ad esempio, in merito all'osservazione di un fenomeno anomalo registrato nella provincia di Magadan, piu' esattamente in un villaggio chiamato Burhal il 21 ottobre 1989, quando alcuni abitanti del luogo erano intenti ad osservare un disco volante, sta scritto nero su bianco: "Nel corso dell'interrogatorio di testimoni oculari dell'accaduto, e' emerso che...". Quel giorno, per circa mezz'ora un oggetto fosforescente a forma sferica volo' in modo assolutamente silenzioso sul villaggio per poi, forse spaventato dai fili dell'alta tensione, sparire nel cielo dopo una brusca accellerata verso l'alto.

Un altro caso che dimostra con che fervore i servizi segreti dell'URSS si occupassero degli UFO e' stato registrato nei cieli di Stavropol il 15 settembre 1987, e quel giorno gli agenti del KGB misero a soqquadro quasi l'intera regione. Secondo il racconto di uno dei controllori di volo dell'aeroporto di Stavropol infatti, alle ore 23:15 dall'aereo di linea 65798 giunse a terra una comunicazione secondo la quale un oggetto non identificato gli stava volando incontro. Da terra, grazie all'ausilio dei radar oltre all'aereo dell'Aeroflot non venne riscontrato nessun altro oggetto nello spazio aereo in questione e dopo circa tre minuti l'aereo di linea 65798 comunico' a terra che l'UFO era sparito dal campo visivo.

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