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Russia

La figuraccia di Ziuganov. L'erede di Lenin "fascistizza" i comunisti russi

03.05.2006
 
Pagine: 12
La figuraccia di Ziuganov. L'erede di Lenin "fascistizza" i

La festa del primo maggio quest'anno in Russia e' stata particolare. Mai prima d'ora i comunisti ed i nazional-sciovinisti avevano mostrato la loro unione in modo cosi' evidente e clamoroso, marciando spalla a spalla per le vie di Mosca.

A prima vista, la situazione sconfina nell'assurdo. Storicamente il 1 maggio rappresenta la festa delle forze di sinistra: comunisti, socialisti, simpatizzanti vari ma mai e poi mai di "quelli di destra". All'atto pratico tutto e' sin troppo chiaro e logico. In due parole, la degradazione del partito comunista russa guidato da Ghennadij Ziuganov si sta avvicinando al proprio totale apogeo: la popolarita' cade sempre piu' in basso, della reputazione meglio non parlarne e tutti i tentativi privi di senso intrapresi dal KPRF (partito comunista russo) di far parlare di se' finiscono nel nulla. L'avvicinamento alle forze estremiste di destra e' in grado di far aumentare il livello di scandalosita' del partito di Ziuganov, far ricordare a tutti che i comunisti in Russia esistono ancora.

Ad essere pignoli, la marcia in comune tra i comunisti e gli estremisti di destra del "Movimento contro l'immigrazione clandestina" (DPNI) in occasione delle manifestazioni del 1 maggio, non e' stata la prima. Infatti i nazional-sciovinisti hanno gia' marciato spalla a spalla con i comunisti il 23 febbraio, in occasione della festa dedicata ai Salvatori della Patria. Per non parlare del meeting tenutosi a Mosca il 4 marzo in piazza della Rivoluzione, quando in uno sventolare comune di bandiere rosse e marroni, i seguaci di Ziuganov, senza un attimo di esitazione e un minimo di vergogna, hanno fatto salire sul palco il leader del DPNI Belov, il quale ha esortato i russi a "tirar fuori i fucili per far valere i diritti della nazione russa". Ma l'esempio piu' lampante dell'unione tra comunisti ed estremisti di destra lo si e' avuto l'8 aprile, quando gli attivisti di entrambi i blocchi hanno sfilato in un'unica colonna ad un meeting organizzato comunemente. A dire il vero, c'erano anche gli onnipresenti nazional-bolscevichi guidati da Limonov.

Il vantaggio di questa unione a favore degli estremisti di destra e dei pseudo-nazisti e' sin troppo evidente, finire davanti alle telecamere, come e' ancor piu'evidente lo svantaggio che trae il partito comunista russo da questa alleanza: perdita di reputazione. Ma la cosa piu' singolare e' questa: le forze di sinistra a cominicare dal KPRF per finire con le organizzazioni della gioventu' comunista russe si sono categoricamente espresse a sfavore di una marcia in comune con gli attivisti del DPNI. Tuttavia, il leader comunista Ziuganov non ha nemmeno badato a queste dichiarazioni dando l'assenso in questo modo al diritto dei nazisti di far parte della colonna dei comunisti.

Il leader del KPRF non puo' non essere al corrente del fatto che sono stati proprio i rappresentanti del DPNI gli organizzatori chiave della "Marcia della destra", sotto le bandiere della quale hanno sfilato estremisti di destra di tutte le razze, nazionalisti, skinheads e semplici teppisti xenofobi.

La figuraccia di Ziuganov. L'erede di Lenin "fascistizza" i
Ziuganov sa perfettamente che durante le elezioni alla Duma di Mosca dello scorso dicembre, il DPNI si e' espresso a favore del partito "Rodina"(Patria), tantopiu' grazie esclusivamente alle promesse da parte di Dmitrij Rogozin di "ripulire Mosca dalla spazzatura". Ma nonostante tutto...

Caratteristica e' stata la reazione degli estremisti di sinistra alla notizia dell'unione tra KPRF e DPNI. Il leader dell' "Avanguardia della gioventu' rossa" (AKM) Serghej Udalzov quelli del DPNI li chiama apertamente "fascisti". Secondo Udalzov, il DPNI non e' nient'altro che una forma di legalizzazione delle teste rasate, la seconda in ordine cronologico dopo la tristemente famosa RNE.

Tutto questo Ziuganov lo sa perfettamente. Ma, nonostante tutto, il leader dei comunisti russi non ha nemmeno fatto finta di intraprendere una qualsiasi parvenza di contromisura atta a prendere le distanze dai "marroni". E allora ci si chiede quale possa essere il limite di degenerazione del partito comunista russo se anche e soprattutto il suo leader non pensa neanche per un attimo alla sua reputazione, al solo fine di imitare una battaglia politica. E la cosa piu' allucinante e' che nemmeno la prospettiva di ricoprirsi di ridicolo chissa' per quale ragione non spaventa Ziuganov.

Cio' che sta avvenendo all'interno del partito comunista russo lo si puo' spiegare in diversi modi. Ad esempio Oleg Schein, leader della fazione di sinistra "Internazionale", ritiene che gia' da tempo il KPRF sotto la guida di Ziuganov si e' allontanato dai tradizionali valori della sinistra. Uno dei concetti fondamentali dell'ideologia comunista e' rappresentato dall'internazionalismo e Ziuganov fa amicizia con i nazisti. E' saltato fuori anche il termine "ziuganismo", posizione di congiuntura dalla camicia rossa. Si parla altresi' di interessi di carattere tattico: Ziuganov mira a riacquistare una parte dell'elettorato uscito dal KPRF per approdare a "Rodina".

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