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Russia

La Russia peggio di Al-Qaeda

01.03.2007
 
Pagine: 12
La Russia peggio di Al-Qaeda

E' giunta nella giornata di ieri, come sempre direttamente da Washington, l'ennesima valanga di accuse ed illazioni nei confronti della Russia. E questa volta, dopo il capo del Pentagono Robert Gates, autore di un rapporto circa una settimana fa nel quale metteva la Russia e la Cina sullo stesso piano dell'Iran e della Corea del Nord per livello di potenziale pericolosita' ed inimicizia, ieri e' stata la volta del direttore dell'intelligence Usa Michael McConnell a presentare una relazione al Congresso degli Stati Uniti dalla quale emerge che la Russia, agli occhi dell'amministrazione americana, e' ancor peggio di Al-Qaeda.

McConnell ha iniziato il proprio rapporto attaccando innanzitutto i servizi segreti non solo russi ma anche quelli cinesi: " I servizi segreti russi e cinesi rientrano tra quelli piu' aggressivi in assoluto per cio'che concerne sia la raccolta che l'elaborazione di informazioni riguardanti i nostri obiettivi". Il direttore dell'intelligence Usa ha successivamente dichiarato che la linea politica intrapresa dalla Russia, coll'avvicinarsi delle elezioni presidenziali in programma nel marzo del 2008, diventa ogni giorno che passa sempre piu' antidemocratica ed aspra.

"Viene fatto di tutto al fine di controllare la popolazione, i partiti politici ed i mass-media, sino al punto che il prossimo presidente della Russia verra' semplicemente indicato", ha affermato McConnell, il quale ha poi proseguito la propria disamina passando ad analizzare gli attuali rapporti tra Mosca e Washington. "La determinazione della Russia continuera' a fungere da ostacolo nei rapporti tra Mosca e Washington, in particolare per cio' che riguarda la nostra attivita' nell'area postsovietica, diminuendo in questo modo la nostra disponibilita' a collaborare per cio' che concerne i problemi della lotta al terrorismo, cosiccome la questione energetica mondiale nonche' l'instaurazione della democrazia (!) nel Medio Oriente", ha dichiarato McConnell. "Come dimostra l'assassinio di Litvinenko, - ha poi proseguito - il persistente accumularsi di problemi e fatti irritanti minaccia inoltre di compromettere ancor di piu' i rapporti tra la Russia ed i Paesi occidentali", ha affermato il capo dell'intelligence Usa.

Passando poi a commentare il recente ed ormai famoso intervento del presidente russo Putin in occasione della conferenza di Monaco, paragonato tra l'altro dal senatore repubblicano John Warner a quello leggendario tenuto nella sede dell'ONU da parte dell'allora leader dell'Unione Sovietica Nikita Hrusciov, McConnell ha dichiarato innanzitutto che tale intervento ha rappresentato una vera e propria sorpresa per i servizi segreti americani.

"Ad essere sinceri, molti di coloro che a suo tempo seguivano quanto avveniva in Unione Sovietica e che continuano tuttora ad osservare la scena nazionale russa, sono rimasti sorpresi di primo acchitto, ma una volta data un'occhiata alla relazione di Putin, abbiamo capito che essa in fondo non conteneva nulla di nuovo; semplicemente il testo e' stato stilato per la prima volta in questo modo e allo stesso modo letto...Devo pero' ammettere che siamo rimasti sorpresi", ha affermato McConnell.

Parlando poi piu' strettamente a proposito del presidente russo, McConnell e' giunto alla seguente conclusione: "Putin e' circondato da uno stuolo di consiglieri estremamente conservatori, l'atteggiamento dei quali nei confronti degli Stati Uniti e' caratterizzato dal sospetto e dalla mancanza di fiducia e che interpretano il tutto secondo la logica che vuole la Russia offesa e contenuta in nome del progresso sulla scena mondiale degli Stati Uniti", ha dichiarato McConnell.

Il capo dei servizi segreti americani ha infine accusato la Russia di "ricatto energetico" aggiungendo tra l'altro che il governo russo vede nel proprio esercito il mezzo ideale per tornare a godere dello status di superpotenza mondiale. "Mosca mostra i muscoli gonfiati dal petrolio e dal gas e soprattutto dai rispettivi alti prezzi...La Russia si e' armata della tattica del pugno di ferro nei confronti dei propri vicini".

Ed infine, dopo aver sparato a zero sulla Russia da tutte le angolazioni possibili, McConnell si e' reso protagonista di un episodio a dir poco clamoroso, riportato dagli stessi mass-media statunitensi, che la dice assai lunga a proposito della situazione in base alla quale negli Stati Uniti vengono a formarsi le piu' svariate opinioni a proposito della Russia.

Il vicedirettore del comitato per le Forze armate Usa, il senatore repubblicano John Warner, a proposito delle prossime elezioni presidenziali in Russia, che come tutti (o quasi...) sanno sono in programma per il marzo del prossimo anno, ha chiesto a McConnell: "Il cambio di potere in Russia e' prefissato nell'arco dei prossimi sei-otto mesi, non e' vero?". Al che McConnell ha risposto: "Si, sir, penso che cio' avverra' nell'anno in corso".

Cioe', secondo Warner e McConnell, le prossime elezioni presidenziali in Russia si dovrebbero tenere nel periodo che va da settembre a novembre di quest'anno!! Una piccola svista di sei-quattro mesi, proprio niente male per un senatore del Congresso americano e soprattutto per il "capo degli spioni" Usa!

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