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Russia

Un terzo dei russi muore in eta' lavorativa

01.03.2007
 

Piu' del 30% dei cittadini russi morti nel corso del 2006 ha riguardato persone in eta' lavorativa, percentuale di 4,5 volte superiore a quella media dei paesi dell'Unione Europea. La notizia e' stata resa nota mercoledi' dal primo vicepremier della Federazione Russa Dmitrij Medvedev in occasione di un incontro con i rappresentanti dell'imprenditoria che ha riguardato problematiche nel campo della sanita' e della demografia.

Nel corso della riunione, Medvedev ha esortato gli imprenditori ad accentrare la propria attenzione in merito alla seguente questione: "Oggigiorno in Russia la durata media della vita e' di 66 anni, dato che si differenzia notevolmente da quello ad esempio degli Stati Uniti, superiore al nostro di 12 anni e quello della Cina di 5".

Medvedev ha poi continuato affermando che "attualmente in Russia 190.000 persone all'anno muoiono a causa degli effetti nocivi di prodotti chimici, 15.000 sono i casi in media all'anno di morte sul lavoro, mentre altri 180.000 cittadini vanno in pensione prematuramente. Tutto cio' incide notevolmente sul potenziale lavorativo del Paese".

Di conseguenza Medevedev ha sostenuto la proposta avanzata in precedenza da parte dei rappresentanti imprenditoriali "di formare una struttura in grado di coordinare tutte le attivita' legate al fenomeno demografico, dal momento che senza un mercato del lavoro stabile sara' assai difficile risolvere il problema demografico in Russia".

Il primo vicepremier ha inoltre annunciato il possibile allargamento dell'elenco dei rischi sul lavoro che vengono coperti dalle assicurazioni mediche, aggiungendo che si tratta di una questione che riguarda soprattutto i lavoratori dei settori metallurgico e minerario e che andra' discussa in ogni caso al piu' presto con i rappresentanti del ministero della Sanita' russa.

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