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Moda

New York: la community dello shopping

10.04.2007
 

Nella catena Bloomingdale di Manhattan è stato installato un prototipo di specchio interattivo che inquadra la figura intera e il mezzo busto in un'ottica tridimensionale. Fin qui nulla di particolarmente innovativo, se non fosse che lo specchio in questione introduce l'ultima frontiera dello shopping: il consiglio a distanza.

Fare shopping con le amiche è un must di ogni tempo e luogo, ma in una città come New York in cui lo shopping si fa prevalentemente da sole e durante la pausa pranzo, la trovata potrebbe accontentare tutti, dall'acquirente solitaria che ha bisogno di consigli, alle relative amiche che possono farlo a distanza senza doverla accompagnare per chilometri. Dietro lo specchio c'è una camera che proietta le immagini dell'acquirente che si sta provando i vestiti sul relativo sito internet della catena di abbigliamento, così non solo le sue amiche ma anche tutte coloro che in quel momento sono collegate possono darle consigli su cosa le stia meglio, tra il tailleur nero e la gonna verde a balze.

In tempo reale, su un monitor posto di lato allo specchio, compaiono i messaggi istantanei di suggerimenti, e in più coloro che sono collegati possono consigliare di provare altri vestiti che trovano nello store virtuale, generando immagini di capi che si materializzano davanti a lei/lui, nei riflessi dello specchio, come fossero ologrammi. Esattamente come farebbe la mia amica in carne e ossa che, nel suo proprio girovagare dentro il negozio, pensa che una certa cosa mi starebbe bene e me la porta in camerino.

Gli inventori del consiglio a distanza, che a breve si diffonderà in molti altri negozi di abbigliamento, sono entusiasti del progetto, non solo per chi è fisicamente a provarsi i vestiti e ha bisogno di sapere “se sembro grassa con questi jeans” ma anche per tutti gli altri, che possono divertirsi a interpretare il ruolo di lookmaker e instant-stylist.

Il mondo virtuale è quasi sempre interessante quando prende piede in un campo nuovo dell'esperienza umana, ma quando finisce per riprodurre dinamiche ritualizzate e così ‘domestiche', un po' di preoccupazione la fa venire. Diventa un'intromissione in una situazione interpersonale complessa di cui l'acquisto rappresenta solo lo stadio finale; mette una distanza tra me e le mie amiche, con le loro espressioni facciali, il mood del momento, i commenti sulla commessa antipatica e l'autoironia che così feroce si dispiega solo in quei momenti.

Chissà che avrebbe pensato la matrigna di Biancaneve, se alla domanda: “Specchio, specchio delle mie brame, dimmi, chi è la più bella del reame?”, questi le avesse consigliato di cambiarsi d'abito.

di Paola Manduca

Fonte: www.megachip.info

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