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L'India, una "partita" che l'Italia deve giocare

23.06.2006
 
L'India, una "partita" che l'Italia deve giocare

Il Ministro D'Alema ha aperto alla Farnesina la riunione del "Tavolo India". L'Italia è oggi il quarto partner commerciale europeo dell'India, dopo Regno Unito, Germania e Belgio. "Ma le relazioni economiche tra i due Paesi risultano ancora sottodimensionate". Per questo, è necessario un impegno coerente per rilanciare "l'azione politica, il dialogo culturale, la presenza economica.

"Siamo una potenza media - ha affermato il Ministro D'Alema rivolgendosi agli imprenditori riuniti - e dobbiamo giocare la partita là dove si gioca e si gioca in parte nel Paese dove voi operate". Il Ministro D'Alema ha inoltre sottolineato che "questa riunione del Tavolo India intende costituire un segnale forte di attenzione strategica da parte della Farnesina nei confronti dei principali attori pubblici e privati italiani impegnati nel contesto indiano".

Si tratta di incrementare e rilanciare la presenza economica italiana ma non solo: "sul piano politico - ha detto il Ministro - i margini di rafforzamento del dialogo con l'India sono evidenti. Occorre dare seguito concreto ed operativo agli spiragli favorevoli aperti dalla visita di Stato del Presidente Ciampi nel febbraio 2005".

D'altra parte, ha aggiunto il titolare della Farnesina, "l'India è particolarmente importante perché rappresenta in Asia l'esperimento democratico più significativo e avanzato. In un mondo che vede spostare progressivamente ad oriente il baricentro delle relazioni economiche globali, l'India costituisce una realtà sempre più emergente".

Le cifre parlano da sole. Innanzitutto quelle della demografia (con oltre 1 miliardo di abitanti) e dell'economia: una crescita annua che nell'ultimo decennio è stata prossima all'8% annuo; una quota della produzione mondiale passata negli ultimi anni dal 4,3% al 5,8%. Se queste tendenze troveranno conferma negli anni a venire, nel giro di pochi decenni l'India potrà diventare la terza o quarta economia al mondo.

Il Ministro degli Esteri ha ricordato che "l'India non è solo quella società che vanta una classe media di circa 300 milioni di consumatori, un mercato potenziale di dimensioni straordinarie", ma è anche un Paese che si sente legato all'Italia da vincoli di un'affinità forte e che conviene adoperarsi a valorizzare fino in fondo.

"Se la globalizzazione è un'opportunità, la logica deve essere questa. Il nostro Governo intende affrontare la realtà della globalizzazione senza sottovalutare i rischi che essa comporta, ma consapevole anche delle grandi opportunità che essa presenta. Le protezioni - ha specificato il Ministro D'Alema - non sono una soluzione strategica".

"L'India è un attore fondamentale per gli equilibri regionali. Essa può dare un contributo di rilievo alla stessa stabilità internazionale. In un'epoca di fondamentalismi e tensioni interculturali, essa offre da anni il modello funzionante di una democrazia laica e di una società multiconfessionale".

"Concentrando l'attenzione sulle relazioni bilaterali, osserviamo un quadro senz'altro fiorente. Non mancano, però, le zone d'ombra, corrispondenti ad un potenziale di ulteriore espansione rimasto sinora largamente inesplorato. L'Italia è oggi il quarto partner commerciale europeo dell'India, dopo Regno Unito, Germania e Belgio. Ma le relazioni economiche tra i due Paesi risultano ancora sottodimensionate".

Al "Tavolo India" di ieri, secondo il Ministro D'Alema, "seguirà un impegno coerente del governo che intende rilanciare l'azione politica, il dialogo culturale, la presenza economica".

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