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Cannabis mea, vita tua

21.11.2006
 
Cannabis mea, vita tua

Tu fai una legge ed io te la cancello. Per il teatrino della politica va bene, non si può battere le mani per il consenso e quindi devi solo sopportarne il peso. Però vi sono leggi che interessano i nostri figli e persone disposte ad accettarle, così per moda.


La maggiore attenzione cade poi sulla eventualità, quasi certa per come va avanti la politica, quando una legge significa l’inizio di un filone di altra legislatura. Per il momento io ti concedo più cannabis, poi piano piano ti accompagno con mano alla liberalizzazione delle droghe.


Spento il fuoco sugli stupefacenti si comincia a considerare i “pacs”, le coppie di fatto che chiedono…veramente non chiedono niente ma c’è chi si preoccupa affettuosamente della loro solitudine. E dopo i “pacs” i matrimoni tra sessi uguali e dopo ancora due uomini possono adottare un bambino e una delle due donne che hanno scelto di vivere insieme va alla banca del seme per mettere su pancia e partorire naturalmente.


Alla roulette della vita “secondo snatura” il rosso o il nero, il pari o il dispari o i numeri a cavallo conta poco, la pallina gira fino a quando la mano di velluto della politica la ferma.
Cinquecento milligrammi sono pochi per avvelenare chi si droga, ne occorrono mille. Il ministro della Salute ne è convinta e ne fa un decreto anche se è convinta di non voler legittimare lo spinello. In aula dice che bisogna contenere l’aumento degli arresti, pena prevista dalla legge Giovanardi-Fini, e quindi chiama a raccolta altri ministri per rilanciare una buona politica di prevenzione delle dipendenze. Dopo averle assaggiate. Le droghe, si intende.

La contestazione di politici, anche della stessa coalizione, è poca cosa rispetto a quella dei genitori, i quali non contano, è la politica la vera mamma dei ragazzi di oggi.
Il mondo scientifico sta a guardare. Gli “schierati” tacciono, da altri gruppi di ricerca la condanna. In proposito valutiamo che cosa sostiene la Società Italiana di Farmacologia nelle conclusioni riportate su Internet : “Se da un lato non vi è dubbio che il rischio di tossicomania della cannabis è ridotto, certamente non superiore a quello dell’alcool e della nicotina una larga diffusione dell’uso di questa droga allargherebbe le dimensioni di quella patologia cardiovascolare e respiratoria che già rappresenta un problema sanitario con il fumo del tabacco e che le autorità sanitarie cercano di ridurre limitandone l’uso”.

E’ prevedibile, avvertono i ricercatori della SIF, che la diffusione della cannabis porti a conseguenze gravi in caso di liberalizzazione o di assunzione incontrollata.
1 - Aumento del numero di incidenti stradali durante l’intossicazione acuta.
2 - Aumento di casi di psicosi in soggetti normali ma soprattutto pazienti normali. 3 - Aumento di patologie a carico dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio nei fumatori cronici.
4 - Aumento dei casi di sindrome amotivazionale nei giovani con conseguenze personali, familiari e sociali.
5 - Aumento del rischio di patologie infettive, tumorali, di alterazione delle funzioni riproduttive e di disturbi nello sviluppo postatale.

“Pertanto – conclude il comunicato – valutando le informazioni farmacologiche e mediche oggi disponibili, il parere della Società Italiana di Farmacologia sulla liberalizzazione della cannabis è negativo”.

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