Pravda.ru

Italia

Sono proprio andati a puttane

18.03.2007
 
Pagine: 12
Sono proprio andati a puttane

Vizi privati e pubbliche virtù: la quintessenza del savoir vivre democristo è tutta qui. L'ennesimo gossip istituzional/parlamentar/velinico ha squassato per qualche giorno l'aria ferma di questa stantia primavera. Un po' di sano olezzo di sudore, qualche coltre macchiata sul lindo (!) lenzuolo della politica italiana.

Con gran solerzia tutto il "palazzo" si è mobilitato: guai a sollevare le lenzuola in pubblico! Non ne avete il diritto!

Dopo sussurri, grida, telefonate nella notte ed accordi bipartisan, per decidere come spartirsi il cuscino macchiato, hanno liberato i cani in cortile e rialzato la palizzata.
Il Garante per la protezione dei dati personali nel provvedimento vieta "con effetto immediato" a "tutti gli organi di informazione di diffondere notizie, in particolare quando:
1) si riferiscano a fatti e condotte private che non hanno interesse pubblico;
2) riguardino notizie, dettagli e circostanze eccedenti rispetto all'essenzialità dell'informazione;
3) attengano a particolari della vita privata delle persone diffusi in violazione della tutela della loro sfera sessuale".

Il Garante sottolinea inoltre che ''la violazione di tale provvedimento, che sarà pubblicato domani nella Gazzetta Ufficiale, costituisce reato punito con la reclusione da tre mesi a due anni ed e' fonte di responsabilità per una eventuale richiesta di risarcimento danni. Il Garante provvederà, infine, a denunciare alla autorità giudiziaria competente ogni singola violazione che venisse rilevata".

Si sono incazzati, e mica poco.  Alcune delle precisazioni del Garante sembrano eccessive e dettate dall'alto: come si può tracciare un confine fra "fatti e condotte private che non hanno interesse pubblico"?

Non ho difficoltà ad accettare che un ministro tradisca la moglie, ma se si mette ad inchiappettare un ippopotamo mi preoccupo. Non vorrei che incontrasse l'ippopotamino che tengo in giardino. Direte: un ippopotamo è difficile da nascondere, ma se non ha interesse pubblico scompare come un moscerino nei meandri delle norme.

C'è poi l'assurda tiritera del "limite" al quale si deve attenere l'informazione, ossia "notizie, dettagli e circostanze eccedenti rispetto all'essenzialità dell'informazione". Qui bisogna intendersi: si può dire "L'on. Paperino è stato fotografato sulla spiaggia di Fregene in tenere effusioni con la nota attrice Paperina?". Forse sì. E se l'on. Paperino viene "beccato" mentre esce alle tre di notte da un locale abbracciato alla solita Paperina? Si dovrebbe.

Se, invece, Paperina fa parte insieme a Minnie, Clarabella ed altre della "squadra" di Paperoga – che combina incontri notturni con il gotha della politica – non si può più dire. Perché?
Perché, signori miei, se milioni d'italiani frequentano le prostitute non si può ammettere che anche il palazzo del potere lo faccia.

Qualcuno potrebbe affermare che le Veline sono le odierne Vestali – sulla verginità delle quali ho sempre nutrito qualche dubbio – e forse tutto si potrebbe accomodare affermando che gli odierni Dei dell'Olimpo politico/televisivo/sportivo hanno anch'essi le loro necessità. Geishe e Vestali sono sempre esistite: perché scandalizzarsi tanto?

Lo scandalo nasce dalla necessità di nascondere dell'altro dietro alla classica foglia di fico: il capo dell'opposizione – divorziato e che litiga con la seconda moglie sui giornali – assurge a nuovo difensore dei valori familiari. Il capo della seconda opposizione (Casini), anch'egli separato o divorziato, tuona contro il tradimento dei valori cattolici. Se, poi, qualcuno un po' più scemotto si fa beccare mentre frequenta una "scuderia" curata dal boss delle pornodive…beh, ma allora ditelo…qui giochiamo al massacro…pronto? Garante?

Ho ancora nelle orecchie l'eco di un dibattito parlamentare della scorsa legislatura: un intervento dell'on. Sgarbi nel quale tratteggiava con grande ironia una vicenda nella quale – a suo dire – era incorso l'allora Ministro della Cultura e dello Spettacolo, Urbani.
Più volte usò, nell'aula che fu di Garibaldi e di De Gasperi, la parola fellatio, per precisare qual era stato l'infortunio nel quale – sempre a suo dire – era caduto il boss della cultura nazionale, scoperto – sempre per bocca dell'on. Sgarbi – nell'espletamento delle sue funzioni ministeriali mentre un'attricetta stava accoccolata sotto la sua scrivania. Ah, Vittoriaccio! Il Sottosegretario di quel ministro era un tal Bono, che amava vantarsi d'essere "Bono fra le bone". Non scandalizziamoci, non facciamo i bacchettoni, ma non tiriamo fuori dalla naftalina lo stile del codice fascista.

Più interessante la terza raccomandazione del Garante, quei "particolari della vita privata delle persone diffusi in violazione della tutela della loro sfera sessuale", perché qui nasce un problema giuridico di non facile soluzione.

Facciamo finta che l'Italia sia un paese normale, dove si segue il sano principio in base al quale la libertà personale termina dove si ledono i diritti altrui.

Pagine: 12
| Ancora
5740