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Italia

Perche' da Nairobi a Montevideo il mondo ha tifato per l'Italia

17.07.2006
 
Perche' da Nairobi a Montevideo il mondo ha tifato per l'Italia

Due miliardi di telespettatori, nel pianeta, hanno visto Fabio Cannavaro alzare la coppa del mondo. Ma il dato ancor più significativo del consenso internazionale che l'Italia s'è conquistata sull'onda della vittoria ai Mondiali è -perfino!- un altro: non il fiume di popolazioni incollate davanti alla tv in ogni angolo della Terra, ma il fatto che la maggioranza di esse abbia tifato per gli azzurri. Col bellissimo paradosso del Medio Oriente, dove sia i palestinesi che gli israealini hanno applaudito il trionfo di Lippi e degli undici principi tricolori. Di più. Nei momenti più caldi della finale con la Francia, sono state sospese le azioni belliche pur di seguire la sfida universale del calcio. Vittoria anche di pace. Dall'India all'Afghanistan, da Nairobi a Sidney, da Montevideo a New York il sostegno per l'Italia è stato straordinario. Si badi: era già successo per la semifinale con la Germania. Ma si è ripetuto anche con la Francia, i cui dirigenti sportivi (e politici) credevano d'aver il titolo in tasca prima ancora di scendere in campo. Dio punisce sempre la superbia. E comunque la sfida della simpatia internazionale è il secondo Mondiale che l'Italia ha vinto rispetto ai “cari cugini” d'Oltralpe. Raccontano le cronache che nel mondo anglosassone e in quello latino, fra gli arabi e i cinesi, tra gli africani e gli europei, si sia assistito al “quasi tutti” per la Nazionale.

Vale allora la pena di ragionare su quest'evento non sorprendente ma imponente: l'amore che l'Italia sa provocare tra quanti italiani non sono, l'attrazione che suscita lo stile di vita e dunque di gioco degli italiani a qualunque latitudine, e pure messe a confronto, tali amore e attrazione, con due grandissimi Paesi e culture, quali la francese e la tedesca. Insomma, gli spettatori neutrali e del tutto estranei alle identità in ballo e in campo, hanno scelto l'italiana: sarà il caso di interrogarsi su che cosa questo nostro Paese evochi dappertutto, addirittura con un'innocente ma popolarissima partita di pallone? Sarà il momento di utilizzare questa risorsa di italianità universale e trasversale, che vola oltre lo stesso essere o non essere italiani, e che perciò si presenta come un'opportunità da poter far valere ovunque? E perché, se un ignaro cittadino del pianeta deve schierarsi per gioco, lo fa per gli azzurri “senza se e senza ma”?

Perche' da Nairobi a Montevideo il mondo ha tifato per l'Italia
Da tempo sosteniamo che solamente certi italiani d'Italia siano inconsapevoli del patrimonio culturale, umano, economico e ora sportivo che hanno tra le mani. Essi non fanno che dir male di sé e della propria Nazione, vista continuamente “in declino” e giudicata sempre per i suoi difetti, mai per i suoi pregi, pur numerosi e di evidenza solare. Ma se nell'ora della verità gli altri, tutti gli altri sperano per noi, forse vorrà dire che condividono qualcosa -o molto- del modo italiano di vivere e di comunicare. C'è un paradossale “pregiudizio favorevole” per l'Italia, e soltanto la sorda, cieca ma assai chiacchierona intellighentsia di casa nostra non l'avverte e non lo sa. Né si pone il problema, essendo molto più facile il dir male che il dir bene, posto che nel secondo caso è necessario approfondire le cose, mentre nel primo basta affidarsi al qualunquismo del “piove, governo ladro”.

Certi intellettuali hanno perso non solamente il senso critico, per cui alla fine essi sono saltati sul carro del vincitore -leggete quel che si scrive di Lippi oggi e ciò che di lui si scriveva un mese fa- , ma hanno perso soprattutto il senso comune. Mentre il mondo intero s'apprestava a tifare italiano per scelta, per istinto, per simpatia, per quello che volete, qui nel pianeta-Italia era nato subito il club mini e snob del “forza Ghana”, che era la prima squadra contro cui gli azzurri si sarebbero battuti. Loro, i sapientoni del sabato sera, stavano dall'altra parte e se ne inorgoglivano. Formidabili quei giorni, i giorni in cui si leggevano dotte dichiarazioni di tifo non italiano e perfino anti-italiano da parte di alcuni “italiani”. Ne sono sempre più convinto: sarà il mondo a salvare l'anima di questo meraviglioso Paese. Saranno gli stranieri e gli italiani all'estero insieme col “popolo” italiano, che è il normalissimo popolo dei Lippi e dei Gattuso, dei Cannavaro e dei Buffon, cioè di gente allegra che fatica e non si monta la testa, di persone capaci di dare il massimo quanto tutto sembra volgere al peggio, sarà dunque quest'Italia italianissima e straniera a far meglio della classe dirigente n a z i o n a l e . Almeno di quella parte piccola ma rumorosa di dirigenza politica e intellettuale che si dà tante arie ma combina poco, e che passa il proprio tempo un po' a lamentarsi e un po' a fare la vittima. Uomini del passato, che continuano a  g u a r d a r e all'Italia come al cortile di casa, mentre Lei è la più amata del mondo. E non solo quando sfila vestita d'azzurro.

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