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Italia

"I Love Italian Shoes"

14.12.2006
 

Parla il presidente dell'ANCI, Rossano Soldini - L'Associazione ribadisce la necessita' dei "Made in" sulle produzioni italiane ed europee: perche' i cittadini UE dovrebbero essere consumatori di serie B?

"Il nostro compito è di informare i consumatori italiani che non si devono fare ingannare, ma devono essere attenti ed esigere di conoscere la provenienza delle scarpe che acquistano, per poter scegliere con consapevolezza". È un pensiero netto e chiaro quello espresso da Rossano Soldini, Presidente dell'ANCI, l'Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani, da tempo in prima linea al fine di sensibilizzare i consumatori italiani sull'importante tema delle produzioni Made in Italy, così come sulla necessità di introdurre l'obbligatorietà del marchio di origine per i prodotti di importazione extraeuropea.

In questo senso, si inserisce la campagna lanciata sui più importanti quotidiani e periodici nazionali al "grido" di "I Love Italian Shoes", il nuovo marchio voluto da ANCI e utilizzato dai calzaturifici italiani associati che possono dimostrare che la propria produzione è realizzata nei confini nazionali. "La nostra posizione – ha spiegato Soldini – si basa su alcune fondamentali considerazioni. Prima di tutto, il 'made in' costituisce un elemento fondamentale per instaurare corretti rapporti commerciali, per garantire ai consumatori trasparenza, e per ridurre le indicazioni fraudolente e ingannevoli. Molto spesso, infatti, viene fatto passare per 'fatto in Italia' ciò che italiano non è, e che quindi dovrebbe costare anche molto meno. Ma non solo. Con azioni di questo tipo confermiamo il nostro impegno anche per la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro nel settore".

Del resto, poi, solo in Europa, ormai, è negato ai consumatori il diritto di conoscere l'esatta provenienza dei prodotti, "cosa che – come spiega ancora Soldini – rende i cittadini europei consumatori di serie B rispetto, ad esempio, a quelli americani, o cinesi, o australiani". Ci troviamo quindi di fronte ad una battaglia che va combattuta non solo entro i confini nazionali, ma a livello europeo: in più occasioni, infatti, l'ANCI ha sollecitato la necessità di introdurre l'obbligatorietà del marchio di origine per i prodotti di importazione extraeuropea.

Un appello ribadito anche lo scorso 16 ottobre dalle pagine del Financial Times Europe, che ha ospitato l'appello al Commissario Europeo Peter Mandelson che sollecita l'approvazione in tempi brevi del "MADE IN obbligatorio per i prodotti del tessile-abbigliamento, calzature, legnoarredo, cuoio-pelletteria-pellicceria, gioielleria, ceramica che entrano in Europa". "Confidiamo – ci ha confessato il Presidente Soldini – che sia ormai vicino un provvedimento in questo senso".

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