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Italia

Il paese reale

14.06.2006
 
Pagine: 12

 Da noi, su tutto questo mondo, per affossare Napoli e tutto il Sud, insulare e peninsulare, domina la stella a quattro punte della malavita: mafia, ‘ndrangheta, camorra e sacra corona unita.
Vi pare che un governo traballante e confuso in un vocìo di canzoni contrastanti, chino ognuno nella difesa del proprio interesse “a ciascuno il suo”, sia in grado di dire, non a chiacchiere ma con un fare deciso ed incisivo, NO all’ingiustizia e SI alla legge, al rispetto di essa, alla legalità, all’osservanza delle leggi?
Eppure non si può non credere in Prodi, nella sua capacità, nella sua buona fede. Come disse quel giornalista quando Prodi voleva imporre le primarie per la scelta delle candidature, “ci penseranno i veri segretari dei partiti, i veri “leaders” a ridimensionare le iniziative”. Lo fanno tutti i giorni, tanto che viene da chiedersi se il gioco valga la candela.

 Noi abbiamo come premessa:
a) ritessere le trame del tessuto sociale. Ottenere la partecipazione dei cittadini alla costruzione della casa comune. Ridare alla politica il suo senso originario, interpretazione storica del patto sociale e pubblica amministrazione in difesa di esso;
b) ridare spazio e vita alla società eliminando le catene della malavita, che imprigiona il Sud e la corruzione che imprigiona l’Italia tutta.
Abbiamo da dire una serie di NO:
a) NO al “villaggio globale”, alla pretesa di imporre se stessi ,la propria visione del mondo, di sentirsi detentori di una verità assoluta;
b) NO all’ingiustizia che è un sì alla legge ed al rispetto di essa, alla legalità, ed un no preciso alla delinquenza organizzata ed alla corruzione pubblica che l’accompagna e la consente;
c) NO all’ignoranza, all’impreparazione, alla mancata maturazione di capacità competitive ed imprenditoriali.
Nessun bambino si deve perdere nel deserto dell’esclusione, a nessun giovane deve essere negato l’accesso ai gradi più alti dell’istruzione, la scuola deve essere la palestra della conoscenza, la formazione deve essere permanente. Tutto questo l’economia deve valorizzarlo e non tenerlo ai margini. (vedi G:Amato La Repubblica del 3 agosto 2004).
d) NO al degrado ambientale. Atteso che i barbari sono passati sulle terre del Sud e le hanno devastate, noi aspiriamo a sanare le ferite inferte ed a rifare dell’ambiente il volano della ripresa del Sud. (vedi G. Melandri. La Repubblica 20 ottobre 2004).
e) NO alla prevaricazione che è un no all’immobilismo della scala sociale, ad una società cristallizzata dove il destino è segnato dalla nascita e nessun giovane ha il piacere di veder soddisfatte le sue ambizioni ,mettendo a frutto i talenti che ha.
Riporto ancora una volta le parole di Prodi:
“..Occorre un programma nuovo, originale, profondo… Dobbiamo avere una partecipazione vastissima… La gente deve capire che porta un contributo al futuro… Il cambiamento del mondo si affronta solo cambiando noi stessi.” E questa gente, dal PdV all’UDEUR a Rifondazione ai Verdi ai Comunisti Italiani, ma agli stessi Dl e DS è capace di cambiare se stessi? Di sacrificare per il bene comune privilegi ed interessi personali e di parte?
Forse domani ma, oggi, stanno dimostrando di essere dei nani e di voler costruire solo l’Italia dei fichi secchi.

Vincenzo Cicala

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