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Italia

Il paese reale

14.06.2006
 
Pagine: 12
Il paese reale

A distanza di due mesi dalle elezioni, la maggioranza si sta giocando il consenso popolare ed il consenso, od, almeno, la neutralità della Chiesa, al tavolo delle estenuanti trattative per la spartizione dei posti di comando e per l’attacco continuo a tutti i principi che distinguono la presenza cattolica nella coalizione.

In un’Italia dove “Tre milioni di persone hanno un’occupazione precaria… Un altro milione e passa svolgono lavori occasionali… Almeno altri tre milioni lavorano a nero” (Luciano Gallino), la Maggioranza fa consistere la concertazione nell’incontrarsi con le parti contrapposte, manifestando agli imprenditori di Confindustria ed, ugualmente, ai sindacati volontà e timore di scontentare gli uni o gli altri.
Il sostegno cattolico ai temi della solidarietà e della giustizia sociale è indiscusso quanto quello della difesa della vita, della dignità della persona umana e della famiglia. Anzi tutti questi temi si compenetrano e formano la visione che, della vita, ha il mondo cattolico.
L’unità tra laici e cattolici era necessaria e costituiva il presupposto e la leva sicura di appoggio per scardinare il sistema di privilegi e di immobilismo della scala sociale, di alleanze e di sostegno alla società delle proprietà che ha distinto i governi di Berlusconi, e per rimettere in corsa un progresso equo.

La necessità e la decisione di non voler scontentare questa o quella componente di una coalizione variegata, in cui ciascuna parte ritiene di possedere le chiavi del “vero”, in cui ciascun segretario o luminare aggiunto si sente primo attore e “difensore della fede”, toglie a Prodi la determinazione e la consequenzialità logica che servono per incidere la parte marcia del tessuto sociale.
L’insicuro equilibrio della coalizione sembra tenuto in vita dal timore di cadere dalla padella dei dittatorelli dei luoghi chiusi delle segreterie dei partiti - vere e proprie sacrestie - sulla brace di una Destra incapace di organizzarsi e costituirsi autonoma rispetto ad un capo carismatico che, nel decennio, ha badato a curare i propri interessi, talmente radicato nella convinzione che la difesa del proprio interesse è un dovere ed un principio etico da chiamare pubblicamente “fesso” il cittadino che vota contro il proprio “particolare” per costruire il bene della casa comune.
In questa condizione di instabilità, la posizione dei cattolici appare determinante sia per costruire un credo secondo il quale coerentemente e coraggiosamente si opera, sia per acquisire una stabilità che, nel precedente governo, si reggeva sulla base del patto di ferro FI-Lega e che ora non trova puntelli, poiché anche il credo DS non ha ancora deciso con quali paradigmi coniugare la propria azione.
Si assiste continuamente a fughe in avanti verso posizioni ed abitudini di vita radicalsocialiste e liberali, che nulla hanno a che fare con la tradizione del partito, e nulla giovano per sopperire le urgenze e sanare il paese.

E’ venuto il tempo “di tornare a farsi gli affari degli altri”, ma, ai vertici del centro-sinistra, non ci si impipa delle sofferenze di gran parte degli italiani.
Vi sono alcuni problemi e situazioni che gridano come ferite a cuore aperto e, se non fossimo in un’epoca di impudenza, non si giustificherebbe il sorriso e la faccia tosta con la quale compaiono in pubblico capi di partiti, che sono nati - i partit i- per combattere disuguaglianze, povertà, ingiustizie ed affermare valori ed invece - essi - perdono tempo a disputarsi posti e prebende ed a rimbeccarsi a vicenda, galletti dalla cresta alzata in un pollaio troppo affollato di ministri e sottosegretari.
Ma come si può pretendere che la Chiesa sia acquiescente e dia il proprio appoggio a tutto questo?
L’Italia va a rotoli. Ma il primo, fondamentale problema è la giustizia, sia perché la diffusione e la prepotenza del crimine, esteso a tutte le età, a tutti i luoghi, sono divenute intollerabili e soggiogano la società, sia perché il potere che l’amministra deve cominciare a “pesare” la giustizia in maniera efficace e tempestiva.

 -“… Negli ultimi anni il genere femminile è tornato ad essere una preda, maltrattata e spesso ignorata.” (Andreroli).
A 59 anni, a metà maggio, è morto Natale Morea, dopo due anni e mezzo di agonia, un clochard che non si è mai ripreso dai postumi della selvaggia aggressione subita a Roma, per aver cercato di salvare cinque ragazze da un tentativo di stupro ad opera di balordi.
- La prostituzione, la pedofilia ed il traffico dei bambini. A Napoli. Piazza Municipio. Bambini che, se non producono, come ladri, al proprio padrone un minimo di 350 euro al giorno, vengono avviati alla prostituzione. A 18 anni vengono accoppiati tra loro, affinché mettano al mondo altri bambini, che saranno destinati alla medesima vita (La Repubblica del 5 giugno ed il Roma di venerdì 9 giugno). Napoli. Piazza Municipio. Professionisti e persone in età, anche 70 anni.
- E’ tempo che le donne pensino a se stesse, ma che lo facciano insieme agli uomini. Solo così si estinguerà questo residuo di barbarie che viviamo nella nostra società.

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