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Italia

Una settimana di fuoco per la riforma elettorale prima che parta il referendum

12.04.2007
 

E' iniziato il countdown sulla riforma della legge elettorale. I tempi, ormai, sono sempre piu' stretti dal momento che la raccolta delle firme per il referendum iniziera' il 24 aprile, tra appena quattordici giorni.

E molti partiti, specialmente i piu' piccoli, nelle ultime ore hanno ribadito il loro netto No all'ipotesi referendaria. Questa sara' la settimana clou perche' giovedi' si concluderanno le consultazioni informali del presidente del Consiglio, Romano Prodi, con i partiti di maggioranza (previsti gli incontri con Rnp, Idv, Prc e Ulivo). Poi, l'obiettivo e' di stilare una proposta da mandare in Parlamento. Proposta che dovrebbe essere, nelle intenzioni del governo, condivisa sia dalla maggioranza che dall'opposizione.

Sempre nella giornata di giovedi' ci sara' un incontro del ministro delle riforme, Vannino Chiti, con l'ex ministro delle riforme, il leghista Roberto Calderoli. Che, nonostante sia stato l'autore, poi 'reo confesso' della cosiddetta 'porcata', e' in prima linea nel tentativo di dar vita ad una nuova legge elettorale. Proprio per questo, Calderoli ha incontrato nei giorni scorsi i 'cespugli' di maggioranza e opposizione (esclusa l'Udc) aderenti al 'tavolo dei volenterosi'. Ne fanno parte l'Udeur, i Verdi, il Pdci, l'Idv (anche se in realta' al tavolo partecipa a titolo personale e non del gruppo il senatore Aniello Formisano) ma anche il Movimento per le autonomie e la Dc per le autonomie.

Domani mattina ci sara' un incontro informale con Calderoli. I 'piccoli' andranno, come gia' avvenuto in precedenza. L'Udeur ci sara' perche' "non si fida dell'Ulivo", fanno sapere, almeno finche' la famosa bozza Chiti non diventera' un articolato o almeno un testo con dei chiari principi-base. Lo stesso ragionamento vale per il Pdci: agli incontri andra' il senatore Dino Tibaldi perche', spiega, "ancora l'accordo dell'Unione non si sostanzia in un articolato. Per la proposta Calderoli ci sono almeno dei punti fermi, per la bozza Chiti non ci sono neppure questi.

Naturalmente, se la proposta Chiti diventera' concreta e l'Ulivo la scegliera', e' lapalissiano che aderiremo pure noi". Tutti sono uniti dalla contrarieta' netta al referendum che viene visto con timore per il rischio che spazzi via proprio i partiti piu' piccoli.

Fonte: www.canisciolti.info

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