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Biologi: un decalogo per la spesa sicura

08.07.2006
 
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Biologi: un decalogo per la spesa sicura

Parte l’operazione “spesa sicura” con l’obiettivo di “aumentare la conoscenza del consumatore e tutelarne la salute ma anche con la consapevolezza di una forte riduzione di costi sociali per la collettività. In Italia non è più tempo di rischi e di sprechi”.
Così il Presidente dell’Ordine Nazionale dei Biologi Ernesto Landi illustrando agli oltre mille ricercatori presenti al XIX Congresso Internazionale di Portorose il decalogo del “ buon consumatore”. Dieci consigli, uno slogan : “Chi conosce non è costretto a delegare ad altri i propri acquisti”.

Una campagna di sensibilizzazione e di mobilitazione che vedrà in Italia scendere in campo le delegazioni regionali dell’Ordine per fornire a presidi socio-sanitari, laboratori di analisi, medici di base, materiale illustrativo relativo in particolare alle malattie da alimenti ma anche il disposto legislativo in materia di etichettatura dei prodotti.
“Specialmente con l’estate, e all’estero - spiega Landi - c’è lo scempio del made in Italy.
Prodotti alimentari ed agricoli, molto noti, falsificati da produttori senza scrupoli”. Eppure, è stato detto nel corso del Congresso di Portorose, “vengono investiti ogni anno per difendere e promuovere i prodotti nazionali 50 milioni di dollari”.
In relazione alla campagna per la sicurezza alimentare dei Biologi, è stato il Consigliere Nazionale della Coldiretti Vito Amendolara a lanciare la proposta di istituire “l’Agenzia Italiana per la Sicurezza Alimentare” ipotizzando “Napoli quale sede, capitale della dieta mediterranea”. Parma, come è noto, è sede della Agenzia Europea.

Ma in sintesi ecco i 10 punti del decalogo redatto dai biologi italiani d’intesa con la Coldiretti, per “una spesa più consapevole e sicura” anche alla luce delle direttive comunitarie.
1 - Attenti all’ etichettatura La tipologia di etichettatura cambia a seconda del prodotto confezionato o sfuso.
2 - Occhio all’etichetta. L’etichetta è il cartoncino attaccato al contenitore, l’etichettatura invece è l’insieme delle informazioni che garantiscono chiarezza e trasparenza sulla vita del prodotto..
3 - Controllare denominazione del prodotto e ingredienti. Il prodotto deve essere venduto col nome con cui è conosciuto e non con denominazioni che possono trarre in inganno. Ad es. i succhi di frutta ai quali viene aggiunta acqua e zucchero non possono più essere chiamati "succhi", ma sono denominati col termine "nettari". In una corretta etichettatura si troveranno tutti gli ingredienti e gli aromi: questa informazione aiuta ad evitare prodotti che possono essere causa di intolleranza.
4 - Controllare la scadenza Il termine minimo di conservazione si trova sui prodotti non deperibili, ed è indicato con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” quando la data contiene l’indicazione del giorno, o con la dicitura “da consumarsi entro” negli altri casi, seguita dalla data, normalmente espressa in giorno, mese ed anno.
5 - Attenzione alla quantità Particolare attenzione si deve prestare alla quantità che deve essere sempre accompagnata dalla parola “netta”, è un’indicazione obbligatoria e rappresenta la quantità di prodotto presente nella confezione.
6 - Qual è la carta d’identità dell’alimento I dati identificativi (nome o ragione sociale, sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento, iscrizione alla camera di commercio) si devono riferire all’imprenditore, altrimenti deve essere indicato lo stabilimento o comunque il soggetto responsabile dell’immissione sul mercato del prodotto.
7 – Modalità di conservazione L'indicazione in etichetta, o comunque nella presentazione del prodotto, delle modalità di conservazione e di utilizzazione, è necessaria qualora l’adozione di particolari accorgimenti siano indicativi, in funzione della natura del prodotto, come è, ad esempio, il caso dei prodotti freschi, che sono da conservare in frigorifero alla temperatura indicata in etichetta..
8 – Prodotto all’origine L’indicazione dell’origine rappresenta l’informazione più importante e garantisce che il prodotto, oltre ad essere controllato, è originario del tuo paese o del tuo territorio.
Se troverai le seguenti diciture, ricorda che DOP (denominazione di origine protetta) identifica il prodotto le cui fasi di produzione e trasformazione avvengono in un’area geografica determinata;
IGP (indicazione geografica protetta) indica anche essa un legame con il territorio ma una o più fasi della filiera possono effettuarsi in territori diversi;
STG (specialità tradizionale garantita) prescinde dal legame territoriale identificando un metodo o una composizione tradizionale consolidata per notorietà.
Le tre denominazioni devono essere controllate e certificate per legge da apposito ente.
9 - “Prodotti da Agricoltura Biologica”. Ricorda che sono i prodotti per i quali, in tutte le fasi del ciclo produttivo, è escluso l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi (pesticidi e fertilizzanti) ed è previsto esclusivamente l’impiego di tecniche di coltivazione e allevamento rispettose dell’ambiente.
In etichettatura devono essere riportati:
1) specificazioni relative all’organismo di controllo;
2) un

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