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Poveri deputati, quanto lavorano: hanno bisogno del “mese corto”

04.07.2006
 
Poveri deputati, quanto lavorano: hanno bisogno del “mese corto”

Poveri deputati e poveri senatori italiani: lavorano troppo!. Vivono a Roma - pensate - dal martedì al giovedì pomeriggio. Altro che un metalmeccanico! Ed allora che fare? Bisogna dare loro più vacanze, lasciarli più liberi nei collegi elettorali di appartenenza. “Adottiamoci il mese corto. Tre settimane invece di quattro. Così, in specie per i parlamentari che vengono dall'estero, sarà più agevole raggiungere Roma”. La “pensata” non è di uno qualunque, ma del presidente della Camera, Fausto Bertinotti, il quale è diventato il padrino di questa proposta con il sostegno, guarda caso, di tutta la coalizione di centro sinistra.

L'iniziativa ha il sapore della solidarietà o nasconde qualcosa sotto? Insomma dov'e' l'inghippo.  A  sverarlo con chiarezza (ma non e' soltanto lui) e' l'ex presidente del Senato, Marcello Pera, che senza mezzi termini spiega: "La furbata e' del pemier Prodi", il quale ha paura che il Parlamento voti. Per quale ragione? Ovvio: perche' i numeri per la maggioranza sono risicati e specialmente al Senato e' assai probabile che il governo vada a bagno. Quindi, si trova subito l'escamotage: diamogli i circensi a questi signori parlamentari cosi' impegnati nei loro collegi. In questo modo loro si divertono e soprattutto non votano”.

Capita l'antifona? Fantastici i nostri uomini della maggiornaza. Forse non dormono la notte per andare alla ricerca di soluzioni che possano dare ossigeno alla loro vita parlamentare.

Quando Bertinotti legge sui giornali le prime polemiche si dice indigignato ed esplode: “ E ' una strumentalizzazione bella e buona”. E per dare forza alle sue parole, tira fuori la richiesta di quegli eletti all'estero che per raggiungere la Capitale debbono fare a volte dei veri e propri salti mortali. Il "mese corto", dunque, e' l'ultima invenzione del centrosinistra. Chissa' cosa ne penseranno quegli operai che hanno votato per la coalizione che ha sostenuto Prodi.

Loro, abituati a stare in fabbrica per otto ore al giorno senza un attimo di respiro. Loro, che  hanno dato la preferenza all'Unione sperando di ottenere un aumento e di avere in futuro una vita migliore. Loro, che ritenevano che con il centrodestra tutti i favori erano andati ai datori di lavoro. Ora si interrogano. Leggono la proposta del mese corto e non sanno piu'come reagire. Perche' sono rimasti senza fiato e senza parole.

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