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Vent'anni fa la catastrofe di Chernobyl

26.04.2006
 
Vent'anni fa la catastrofe di Chernobyl

Esattamente vent'anni fa, nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1986, si verifico' la piu' grande catastrofe nucleare della storia e molto probabilmente anche il piu' grande disastro ecologico mai avvenuto: quella tragica notte esplose infatti il reattore numero 4 della centrale di Chernobyl, fino allora sconosciuta cittadina sovietica al confine tra Bielorussia ed Ucraina, che causo' la dispersione di combustibile nucleare e la conseguente totale fusione del nocciolo.

Secondo fonti ufficiali, l'incidente fu causato da una concatenazione di errori umani. Dal momento che la centrale non era munita del contenitore esterno di protezione, nell'atmosfera fu immessa una nube radioattiva di proporzioni mai riscontrate in precedenza nella storia dell'umanita', di ben 200 volte superiore per radioattivita' a quella altrettanto tragicamente nota di Hiroshima. Va inoltre sottolineato che l'impianto, al pari di molti altri in funzione all'epoca nei paesi dell'Europa orientale, si differenziava radicalmente da quelli operanti in occidente, essendo meno sicuro ed affidabile come poi e' stato tragicamente comprovato.

Ad aggravare le conseguenze del terribile avvenimento contribui' l'incomprensibile atteggiamento dell'Unione Sovietica, il cui governo ammise la catastrofe soltanto due giorni dopo, di fronte all'evidenza dei fatti. I primi allarmi giunsero dalla Svezia il 27 aprile, a causa della comparsa della nube radioattiva spinta dai venti verso nord; le radiazioni in varia misura colpirono tutta l'Europa e altre parti del mondo. Incredibilmente, gli abitanti di Chernobyl e dei villaggi limitrofi vennero evacuati solo diversi giorni dopo l'incidente.

Il prezzo in vite umane causato da questa sciagura e' difficilmente quantificabile. Secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), sono stati sinora registrati 5 mila casi di tumore alla tiroide, che assommati ad altre forme di tumore raggiungeranno i 9 mila casi. Negli anni a seguire sono state evacuate circa 350 mila persone, ma sono più di 5 milioni gli abitanti delle regioni ancora contaminati dalle polveri radioattive.

Le conseguenze si manifesteranno ancora per decenni, dopo aver gi? decimato, a poco a poco, le popolazioni limitrofe con il manifestarsi oltre ai tumori, di leucemie e orribili malformazioni genetiche nei neonati.

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