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Arrestato a Corleone il "Padrino" Bernardo Provenzano

13.04.2006
 
Arrestato a Corleone il "Padrino" Bernardo Provenzano

Il boss mafioso Bernardo Provenzano, latitante dal 1963, è stato arrestato dalla polizia in una cascina nella campagna di Corleone. Disarmato, non ha potuto opporre altro che una debole resistenza. Al momento dell'arresto, Provenzano aveva con sé alcuni pizzini (foglietti che utilizzava per comunicare) e subito dopo il blitz ha ammesso la propria identità.

Secondo il questore di Palermo, Provenzano non e' stato tradito da nessuno e catturato grazie ad indagini ben mirate e condotte in vecchio stile, precedute da una lunga serie di pedinamenti ed intercettazioni. Nell'ambito dell'arresto di Provenzano, è stato fermato anche un pastore padrone del casolare dove si nascondeva il latitante e che avrebbe avuto un ruolo nell'accudirlo.

Al momento dell'arresto nonostante l'aspetto quasi dimesso, Bernardo Provenzano ha opposto una debole, quanto inutile, resistenza. Secondo gli inquirenti, il boss viveva nel cascinale abbandonato in cui è stato bloccato dagli agenti. Dopo essere stato identificato, Provenzano è stato immediatamente trasferito in una località segreta.

Circa una cinquantina di agenti hanno provveduto a catturare Provenzano a due chilometri da Corleone. Gli investigatori gli hanno sequestrato alcuni "pizzini", i foglietti con cui nell'arco dei 43 anni di latitanza, il boss continuava a comunicare ed a impartire ordini ai suoi fedelissimi. Ed e' stato proprio uno di questi a rivelarsi fatale per il boss dei boss di Cosa Nostra, piu' precisamente l'ultimo, inviato la stessa mattina dell'arresto, che ha permesso agli inquirenti di identificare il cascinale dove Provenzano si nascondeva.


Un ruolo fondamentale nell'arresto di Provenzano e' stato rappresentato dal monitoraggio di una serie di pizzini scritti dalla moglie di Provenzano ed inviatigli tramite una serie di staffettisti, che raggiungevano la destinazione a staffetta. Sono stati seguiti anche due pacchi che, dopo diverse tappe, sono stati recapitati nel cascinale. Sulla base di questi dati, è scattata l'irruzione che ha permesso di individuare il boss ed arrestarlo.

Secondo quanto dichiarato dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, Provenzano sarebbe riuscito a mantenere una latitanza così lunga anche grazie alla copertura offertagli da imprenditori e politci.   

La notizia dell'arresto del superlatitante Bernardo Provenzano ha ovviamente avuto una risonanza eclatante, tanto che il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi si è congratulato telefonicamente dapprima con il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu per poi estendere le proprie congratulazioni anche al capo della Polizia Gianni De Gennaro per la cattura del boss mafioso.




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