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Cronaca e avvenimenti

Immigrazione in Italia. Consulta, no a legalizzazione lavoro per espulsi

27.05.2006
 
Immigrazione in Italia. Consulta, no a legalizzazione lavoro per espulsi

Non contrasta con il principio di uguaglianza e con quello della irragionevolezza equiparando un trattamento uguale a situazioni profondamente diverse l' articolo 1 del decreto legge n.195 del 2002 sulla legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari nella parte in cui esclude gli immigrati che risultino espulsi mediante accompagnamento della forza pubblica alla frontiera.

Lo ha stabilito la Corte Costituzionale che ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimita' della norma sollevata dal Consiglio di Stato; dai tar di Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Veneto; e dal giudice di pace di Ferrara. La questione e' stata sottoposta alla Corte con una serie di ricorsi nei quali, in sostanza, si sosteneva che non possono essere considerate allo stesso modo la posizione di un extracomunitario che abbia avuto un provvedimento di espulsione con accompagnamento alla frontiera ''per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello stato o perche' ritenuto socialmente pericoloso'' con quella del lavoratore extracomunitario che, come di solito avviene, sia rimasto in Itlia oltre il termine dei quindici giorni fissato nell' intimazione scritta di espulsione o sia entrato clandestinamente senza documenti ''non commettendo reati e senza rendersi in alcun modo concretamente pericoloso per la sicurezza pubblica''.

Con la sentenza n. 206 (presidente Annibale Marini, redattore Francesco Amirantei) i giudici costituzionali ricordano, tra l' altro, che prima della legge ''l' accompagnamento alla frontiera non era correlato a lievi irregolarita' amministrative ma alla situazione di coloro che avessero gia' dimostrato la pervicace volonta' di rimanere in Italia in una posizione di irregolarita' tale da sottrarli ad ogni normale controllo''.

Nel sottolineare di aver gia' affermato che la regolamentazione dell' ingresso e del soggiorno dei cittadini stranieri e' ''collegata alla ponderazione di svariati interessi pubblici'' che spetta ''in via primaria al legislatore ordinario'', la Consulta ribadisce che la scelta del legislatore di escludere la legalizzazione dei rapporti di lavoro degli extracomunitari con provvedimento di espulsione con accompagnamento alla frontiera ''non e' manifestamente irragionevole e la disposizione censurata, tenendo conto degli interessi da tutelare, non incorre nel vizio del trattamento normativo eguale per situazioni sostanzialmente difformi''.

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