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Cronaca e avvenimenti

Amnesty International accusa la lotta al terrorismo

24.05.2006
 
Amnesty International accusa la lotta al terrorismo

Guardare il mondo dal punto di vista dei più poveri, di quelli che vivono in condizioni disperate è difficile ma rende bene l'idea di come per il sistema di protezione dei diritti umani il prezzo della guerra al terrore sia stato molto alto nel 2005.

E' questo quello che emerge dal Rapporto 2006 di Amnesty International, presentato contemporaneamente a Roma, Londra altri capitali europee, che fotografa il 2005 come un anno pieno di contraddizioni, durante il quale segnali di speranza per i diritti umani sono stati indeboliti dagli inganni e dalle false promesse dei governi che hanno più voce in capitolo.

L'agenda della sicurezza ha infatti sviato le energie e l'attenzione del mondo dalle crisi dei diritti umani in corso, dal Darfur all'Iraq mentre Israele e i Territori occupati sono scomparsi dall'agenda internazionale, acuendo da un lato l'angoscia e la disperazione della popolazione palestinese e dall'altro le paure di quella israeliana.
"Il terrorismo dei gruppi armati è ingiustificabile e inaccettabile. I responsabili devono essere portati di fronte alla giustizia, ma attraverso processi equi e non con la tortura e le detenzioni segrete. Purtroppo, la crescente brutalità di queste azioni in ogni parte del mondo ha rappresentato un ulteriore amaro monito: la guerra al terrore sta fallendo e continuerà a fallire fino a quando non verrà data precedenza ai diritti umani e alla sicurezza umana, anziché a interessi di sicurezza nazionale limitati e di corto respiro", avverte il Rapporto 2006 di Amnesty International.

Il Rapporto 2006 di Amnesty International punta l'indice soprattutto contro l'uso della tortura: "così come dobbiamo condannare nella maniera più assoluta gli attacchi terroristici contro i civili, dobbiamo respingere le affermazioni dei governi secondo cui il terrore può essere combattuto con la tortura. Si tratta di affermazioni fuorvianti, pericolose e sbagliate: come si può spegnere un incendio con la benzina?".
L'uso di un doppio linguaggio e di doppi standard da parte delle grandi potenze è pericoloso perché indebolisce la capacità della comunità internazionale di affrontare gravi crisi dei diritti umani come quelle in Darfur, Cecenia, Colombia, Afghanistan, Iran, Uzbekistan e Corea del Nord. Questo atteggiamento consente agli autori delle violazioni dei diritti umani, in questi e altri paesi, di continuare ad agire in impunità.

Quando il governo di Londra resta muto di fronte alla detenzione arbitraria e ai maltrattamenti nel carcere di Guantanamo, quando gli Usa ignorano la proibizione assoluta di tortura, quando i governi europei tacciono sulle proprie responsabilità in temi di trasferimenti illegali di prigionieri, razzismo e rifugiati, essi pregiudicano, denuncia Amnesty International, la propria autorità morale di difendere i diritti umani nel mondo.
Il Rapporto 2006 di Amnesty International è critico anche verso le Nazioni Unite colpevoli di non avere prestato attenzione al comportamento di Russia e Cina, due membri chiave che hanno fatto prevalere nel 2005 i propri limitati interessi economici e politici nei confronti delle preoccupazioni sui diritti umani a livello nazionale ed internazionale. I governi che hanno potere stanno giocando in modo pericoloso con i diritti umani.

Ma il 2005 è stato anche l'anno in cui, sottolinea l'Associazione che ha titolato il suo rapporto Un bicchiere pieno a metà, si è assistito a un mutamento dello stato d'animo dell'opinione pubblica.  Amnesty cita, tra l'altro, le inchieste aperte dal Consiglio d'Europa di Strasburgo e dal Parlamento europeo sul coinvolgimento dell'Europa nel programma Usa di "consegne" con i trasferimenti illegali di prigionieri in paesi dove avrebbero rischiato di subire torture o altri abusi.

Amnesty parla di mutamento dello stato d'animo dell'opinione pubblica; la pressione popolare che sta emergendo va usata in modo efficace per trasformare l'attuale irresponsabilità internazionale in azione concreta in favore dei diritti umani. I governi la smettano di giocare con i diritti umani, conclude il Rapporto 2006 di Amnesty International.

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