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Moggi, “superattico” a Napoli truffando la Juve con ... Mutu

19.05.2006
 
Moggi, “superattico” a Napoli truffando la Juve con ... Mutu

Un attico, nel quartiere di Posillipo, il piu' chic di Napoli: una casa dove Alessandro Moggi e sua moglie Fabrizia, che vivevano entrambi a Roma, si sarebbero potuti fermare ogni volta che fossero tornati a Napoli, la citta' dove si erano sposati. Un regalo di nozze, quello fatto da Luciano Moggi: un acquisto dai costi piu' che elevati, che ora entra dritto nell'affaire ''calciopoli'' visto che, secondo quanto risulta dalla bufera giudiziaria, l'attico sarebbe stato acquistato grazie a fatture fittizie e rimborsi spese fasulli.

Soldi, tanti, levati di tasca alla Juventus per l'acquisto dal Chelsea dell'attaccante Adrian Mutu. Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano ''La Stampa'', Luciano Moggi, un pezzo dei suoi affari, li avrebbe in qualche modo portati anche a Napoli: una citta' alla quale, in fondo, Moggi e' sempre stato legato e che ha sempre portato nel cuore.

Una storia lunga venti anni, quella con il capoluogo partenopeo, iniziata alla fine degli anni Ottanta e mai finita visto che la villa di Posillipo, ancora oggi, e' la sua residenza ufficiale e visto che in porto sembra ci sia ancora ancorata la sua barca. Una citta' che ha segnato anche la vita dei suoi stessi figli: di Alessandro, amministratore delegato della Gea che, a Napoli, si e' innamorato e che, sempre a Napoli, e proprio a Posillipo, decise, sei anni fa di sposarsi con Fabrizia Lonardi.

Allora, calciatori e finanziari furono in prima linea al ricevimento di nozze: dall'amministratore delegato del club bianconero, Antonio Giraudo, a Carlo Ancelotti, da Ciro Ferrara a Flavio Briatore fino al presidente del Napoli, Giorgio Corbelli.

Alla guida del Napoli, Luciano Moggi, e' rimasto poco meno di quattro anni: dal 23 giugno 1987 all'8 aprile 1991. Quattro anni in cui il Napoli ha vinto la Coppa Uefa, nel 1989, e uno scudetto del 1990, oltre a una Supercoppa. Ci e' tornato ogni volta, a Napoli, Big Luciano e con lui anche il figlio. Ora, quell'attico che doveva essere un regalo di nozze si e' trasformato in un ennesimo tassello di una vicenda giudiziaria che, quasi scherzo del destino, e' partita proprio da Napoli.

Tutto sarebbe legato all'acquisto di Mutu: un'operazione di mercato di cui Luciano Moggi avrebbe approfittato con una frode a molti zeri.

Nell'operazione i referenti sarebbero stati l'ex direttore del ''Giornale D'Italia'', Massimo Bassoli, e sua moglie Francesca Romana Dolazza, editrice del quotidiano ''Puntocom'' arrestati la scorsa settimana per truffa milionaria ai danni del fisco. Fatture fittizie sarebbero servite ad accedere ad una quota delle provvidenze della legge sull'editoria: una fabbrica del falso attraverso la quale Bassoli e Dolazza avrebbero sottratto,negli ultimi sei anni, 14 milioni di euro. Una fabbrica alla quale si sarebbe rivolto anche Luciano

Moggi facendo ricorso a fatture false emesse a nome di pseudo - societa' con sede a Londra, Irlanda e Malta per gonfiare i costi. Chiaro l'obiettivo: presentare alla Juventus notespese giustificandole come costi straordinari sostenuti nell'''operazione Mutu''. In realta', le fatture emesse sarebbero state quelle dell'inesistente societa', con sede a Londra, di Dolazza e Bassoli.

Un meccanismo perfetto, anche per coprire operazioni di acquisto complicate come quella di Mutu, trovato positivo ai controlli antidoping per assunzione di cocaina. Un acquisto truccato arrivato nelle vie del quartiere chic di Napoli: quello che guarda al mare, al Vesuvio, e ora anche alla Procura.

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