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Cronaca e avvenimenti

Per l'Uralmash e' giunta la fine? Sgominato uno tra i piu' noti consorzi di stampo criminale

15.02.2006
 
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Mentre il 6 febbraio la stessa agenzia "Novyj Reghion" ha comunicatoche la falsa informazione relativa all'arresto del boss dell' "Uralmash" si spiega col fatto che "attualmente alcuni pezzi grossi della regione di Sverdlovsk attraversano un periodo difficile. Nei loro confronti la procuratura sta indagando attivamente. Sono emersi fatti tali per i quali alcuni rischiano grosso. Uno di quelli a cui "brucia la coda" ha cercato di incolpare Kukoviakin per i reati da lui stesso commessi, sia per cio' che concerne la Tavdinskji gidrolisnyj zavod che per tutta una serie di altri obiettivi regionali. E le forze dell'ordine gli rispondono - abbiamo preso Kukoviakin!... Al resto ci pensi lei stesso" questo e' cio' che pare sia stato comunicato all'agenzia da una fonte che fa capo alla UFSB della regione di Sverdlovsk.

Tuttavia il solo fatto che dopo tutte le smentite, il 6 febbraio sia l'Interpol che la procuratura della regione di Sverdlovsk abbiano nuovamente confermato l'informazione relativa all'arresto di Kukoviakin, fa pensare che non non sia tutto cosi' semplice. Sia la morte del presidente dell'Uralmash Khabarov, cosiccome l'arresto del suo vice Kukoviakin, sono avvolti da una nebbia di segretezza ed incertezza. D'altro canto, la lenta e progressiva morte dell' "Uralmash" non suscita piu' dubbi. E pensare che in altri tempi l' "Uralmash" rappresentava una delle organizzazioni criminali leader non solo della regione, bensi' del Paese.

Aleksandr Khabarov ha iniziato a prendere parte all'attivita' criminale dell' "Uralmash" gia' dall'inizio degli anni '90. Dopodiche' e' subito iniziata una vera e propria guerra tra due bande - da una parte "quelli dell'Uralmash", dall'altra "i centrali": sparandosi addosso a vicenda, si impossessavano delle aziende tolte "al nemico". Da questa guerra sono usciti vincitori "quelli dell'Uralmash"; hanno preso sotto il proprio controllo l'elaborazione del rame, le telecomunicazioni e l'energetica. Secondo i dati del Ministero degli Interni, i soci dell' "Uralmash" erano a capo di circa 200 compagnie e 12 banche.

Secondo altri dati, essi controllavano persino 600 compagnie e ditte con un giro di capitale superiore addirittura al budget della regione di Sverdlovsk.

Ma pare che tutto questo faccia ormai parte del passato. Anche se si crede alle voci secondo le quali non c'e' nessun arresto e tutto il rumore creato e' dovuto al fatto che sulla correlazione tra l' "Uralmash" con i "pezzi grossi della regione di Sverdlovsk sta indagando la procuratura".

E pensare che, in precedenza, sembrava persino impossibile che la procuratura si occupasse di tali "correlazioni": lo stesso presidente della regione, Eduard Rossel, senza alcun ombra di soggezione gia' verso la fine degli anni '90 sottolineava le proprie simpatie nei confronti di "quelli dell'Uralmash".

Nel corso di una conferenza stampa, alla domanda concernente i propri contatti con Khabarov e altri personaggi autorevoli, Rossel ha dichiarato senza peli sulla lingua "Questo compagno, lui, cosi' per dire, il leader dell'Uralmash, la' dove comanda e' ladro, bandito e cosi' via... Allora, io lo invito da me e gli dico: be', ladro, siediti e racconta, come te la passi, qui e la', e cosi' via. E gli affido un incarico, e loro lo eseguono: investire denaro nell'edilizia nella regione di Sverdlovsk. Invito il secondo. Persona simpatica, intelligente. Fa business in modo normale..."

E se adesso, oltre alla ricerca con conseguente arresto degli stessi pezzi grossi dell' "Uralmash", le forze dell'ordine si occupano anche delle amicizie tra l' "Uralmash" ed i "rappresentanti delle istituzioni", allora si puo' sostenere che tale famosa organizzazione ha le ore contate...

D'altro canto, i mass-media "amici" dell' "Uralmash" offrono una nuova versione relativa ad una cosi' attiva caccia nei confronti dei pezzi grossi dell' "Uralmash": a Mosca "il ladro di tutta l'unione" Nonno Hasan (Aslan Usoian) ha deciso di cambiare i dirigenti dell'organizzazione di Ekaterinburg "i blu" (i cosiddetti "quelli che guardano") Trofy e Karo perche' per lungo tempo non rinnovavano gli "obschak". E Khabarov ha preso sotto la sua protezione "i rimanenti" (cioe', il loro denaro), comunicandolo il 15 settembre 2004 nel ritrovo di un giardino pubblico accanto all' hotel "Bolshoj Ural" nel pieno centro di Ekaterinburg.

Khabarov ha dichiarato che non tollera l'ingresso nella sua regione dei caucasici "e tutta questa narcomafia" nominati da Nonno Hasan. Dopodiche' ad Ekaterinburg sono stati incendiati con bottiglie Molotov 6 bar appartenenti a cittadini azerbaigiani ed armeni. A tutto cio' ha fatto seguito l'arresto dello stesso Khabarov ed una serie di suoi "vice" dell'organizzazione.

A che scopo si fa piazza pulita all'interno dell' "Uralmash" - negli interessi dei banditi concorrenti o effettivamente per riportare l'ordine - lo capiremo col tempo. Ma gia' sin d'ora appare chiaro che l'OPS "Uralmash" muore in silenzio...

Alexey KETANOV

P.S. Aleksandr Kukoviakin veniva considerato il numero due dell' "Uralmash"

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