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Cronaca e avvenimenti

Vanna Marchi e figlia "al fresco" per 10 anni

12.05.2006
 

La decima sezione penale del Tribunale di Milano ha condannato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata la televenditrice Vanna Marchi e la figlia Stefania Nobile a 10 anni di reclusione e l'ex convivente della Marchi, Francesco Campana, a quattro anni.
Per loro il pm aveva chiesto rispettivamente 12, 13 e 7 anni; la riduzione della pena si spiega con la caduta di alcune aggravanti e la continuazione tra i vari episodi di truffa contestati.

 
Vanna Marchi e Stefania Nobile sono state inoltre interdette in perpetuo dai pubblici uffici e dall'esercizio dell'attività commerciale di televendita per cinque anni.
I tre sono stati condannati a risarcire un centinaio circa di parti civili che si sono costituite nel processo per una cifra pari ai 2 milioni e 200 mila euro; su 116 truffe contestate alla ex teleimbonitrice e alla figlia, i giudici hanno cancellato una ventina di episodi condannando i tre imputati al risarcimento di tutti gli altri.


E' una "pena spropositata" quella inflitta a Vanna Marchi e Stefania Nobile, secondo il loro legale, Liborio Cataliotti. "Mi sembra assurdo che siano state assolte da venti capi d'imputazione, che siano state disconosciute fior fiore di aggravanti, che non sia stata riconosciuta la circonvenzione d'incapace e che tuttavia la pena sia più alta rispetto a quella riconosciuta nella sentenza di poche settimane fa in cui erano contestati alle due sei soli episodi di truffa. Attendo di capire dal dispositivo le ragioni, anche matematiche, per una pena così alta".
Immediata la reazione del Codacons che considera giusta la pena inflitta a Vanna Marchi e Stefania Nobile anche se in linea generale il problema è più ampio e di difficile risoluzione: "la questione fondamentale", ha spiegato il presidente del Codacons Carlo Rienzi, "è quella di impedire le televendite di maghi, astrologhi, cartomanti, e più in generale fermare tutti quei teleimbonitori dell'occulto che imperversano sulle reti private a danno dei soggetti più deboli. Anzi le Procure dovrebbero valutare eventuali corresponsabilità di editori e gestori di reti tv che ospitano televendite che in qualsiasi modo raggirano il telespettatore".


Vanna Marchi e Stefania Nobile in un altro processo stralcio nato dopo la presentazione di altre sei denunce sono state condannate il 3 aprile scorso dal Tribunale di Milano a due anni e sei mesi di reclusione per truffa.

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